29 Aprile 2024

In India il 30% del suolo è a rischio erosione

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Uno studio illustra per la prima volta la portata del fenomeno in India. Per il 3% della superficie la situazione è definita “catastrofica” secondo la nuova classificazione

di Matteo Cavallito

 

Oltre venti tonnellate di suolo per ettaro all’anno: è questa la misura dell’erosione sperimentata dall’India. In totale il fenomeno interessa in forma lieve quasi il 30% della superficie totale. Il 3%, invece, sarebbe affetto da una perdita “catastrofica” di suolo. A rivelarlo uno studio dell’Indian Institute of Technology di Delhi, il primo nel suo genere a fornire una stima complessiva a livello nazionale.

Lo studio, in questo senso “rappresenta  una novità”, ha spiegato Manabendra Saharia, docente e co-autore della ricerca interpellato dal portale DownToEarth. “Volevamo avere una visione olistica dell’erosione del suolo nel Paese”.

La prima stima nazionale dell’erosione

Di norma, scrivono gli autori, l’erosione “rimuove lo strato più fertile del suolo, incidendo sulla produttività agricola su scala più ampia”. Un fenomeno particolarmente problematico per l’India la cui economia dipende tuttora per una quota significativa dall’agricoltura. Eppure, ricorda lo studio, nel Paese “non esiste attualmente una valutazione su scala nazionale dell’erosione del suolo né un sistema di classificazione degli impatti”.

Per sopperire a questa mancanza ed evitare al tempo stesso di ricorrere a un’analisi sul campo che sarebbe stata troppo lunga e dispendiosa, i ricercatori si sono così affidati a sistema noto come RUSLE o Revised Universal Soil Loss Equation.

L’equazione prende in considerazione diversi fattori come la perdita di raccolto prevista, le precipitazioni e i deflussi,  la propensione all’erosione del terreno, la ripidità e la lunghezza del pendio di una montagna, la gestione delle colture e le pratiche di supporto, agendo con una risoluzione spaziale di 250 metri. La sua applicazione ha portato così alla stima della perdita potenziale annuale di suolo in tutta l’India quantificandone la variabilità. Le precipitazioni avrebbero dimostrato di avere la maggiore influenza tra tutti i fattori presi in considerazione.

L’India perde in media 21 tonnellate di suolo per ettaro all’anno

Lo studio ha elaborato sei classificazioni  collocate su una scala che va da “minore” a “catastrofica” in termini di suolo eroso su un ettaro in un anno. Quando il dato supera le 100 tonnellate il fenomeno raggiunge il livello più grave.

La situazione peggiore si registra nella Valle del Brahmaputra situata nello Stato nordorientale dell’Assam. Qui il fenomeno dell’erosione interessa quasi 300 chilometri quadrati di suolo superficiale, pari al 31% del totale.

Sempre secondo lo studio, citato da DownToEarth, nove dei venti distretti maggiormente suscettibili all’erosione del suolo nel Paese si trovano nell’Assam. In India, l’erosione media nazionale è stimata in 21 tonnellate per ettaro all’anno. Questa perdita può essere direttamente attribuita a interventi antropici come la deforestazione e le pratiche agricole intensive.

L'andamento dell'erosione dei suoli nei diversi continenti. FONTE: FAO, 2019.

L’andamento dell’erosione dei suoli nei diversi continenti. FONTE: FAO, 2019.

Il 3% del suolo è soggetto a un’erosione “catastrofica”

A livello nazionale, prosegue lo studio, l’erosione catastrofica interessa il 3,2% della superficie complessiva. Un dato preoccupante che si affianca ad altre rilevazioni precedenti. Studi condotti in passato, ricordano gli autori, hanno rivelato che il 68% del totale dei terreni erosi in India deve la propria condizione all’azione dell’acqua. Il 29% di questo suolo eroso, inoltre, viene trasportato in mare e si perde in modo permanente.

L’erosione, infine, causa ogni anno la perdita di 74 milioni di tonnellate di nutrienti dalla superficie del suolo con un danno economico per l’agricoltura indiana stimato in circa 68 miliardi di rupie all’anno (oltre 800 milioni di dollari al cambio attuale). L’adozione del sistema di classificazione del fenomeno introdotto dallo studio, concludono i ricercatori, consentirà la pianificazione e l’attuazione di strategie di conservazione del suolo a livello locale e nazionale.