22 Maggio 2024

Certificare le foreste aumenta la biodiversità

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I ricercatori dell’università di Utrecht hanno confrontato per 5 anni la biodiversità nelle foreste in Congo. Nelle aree certificate FSC la popolazione è risultata 2,5 volte più ampia delle altre foreste e i tassi di avvistamento dei grandi mammiferi sono paragonabili a quelli delle aree protette

di Emanuele Isonio

 

Per tutelare la biodiversità, gestire le foreste in modo responsabile si sta rivelando un’azione fondamentale. A rivelarlo, dati alla mano, è una recente ricerca ricerca dell’Università di Utrecht (Paesi Bassi) che ha preso in esame alcune foreste del bacino del fiume Congo, nell’Africa Centrale, con l’obiettivo di valutare, attraverso una serie di parametri, la biodiversità presente. La peculiarità di queste foreste è il fatto di essere certificate secondo lo standard FSC, che fissa criteri socioambientali per la gestione del patrimonio boschivo.

Attraverso censimenti meticolosi e l’uso di alcune fototrappole Joeri Zwerts, ecologo e direttore della ricerca, e il suo team hanno dimostrato infatti che le concessioni certificate FSC nel bacino del Congo ospitano una popolazione più ampia di grandi mammiferi: 2,7 volte di più per i mammiferi di peso superiore a 100 chilogrammi, come gorilla ed elefanti delle foreste, e 2,5 volte di più per i mammiferi di peso compreso tra 30 e 100 chili, come leopardi e scimpanzé, rispetto alle aree non certificate. Non solo: i tassi di avvistamento di grandi mammiferi – tra le prime specie a scomparire a causa del bracconaggio e della caccia – nelle foreste certificate FSC risultano paragonabili a quelli di aree protette monitorate nella stessa regione.

Tasso di incontro di tutti i mammiferi osservati (a) e percentuale di posizioni delle telecamere con segni di caccia. FONTE: Zwerts, J.A., Sterck, E.H.M., Verweij, P.A. et al. FSC-certified forest management benefits large mammals compared to non-FSC. FONTE: Nature 628, 563–568 (2024). https://doi.org/10.1038/s41586-024-07257-8

Tasso di incontro di tutti i mammiferi osservati (a) e percentuale di posizioni delle telecamere con segni di caccia. FONTE: Zwerts, J.A., Sterck, E.H.M., Verweij, P.A. et al. FSC-certified forest management benefits large mammals compared to non-FSC. FONTE: Nature 628, 563–568 (2024). https://doi.org/10.1038/s41586-024-07257-8

1,3 milioni di foto scattate

“Questo studio – spiega Zwerts – è il primo a confrontare così tante aree forestali contemporaneamente. È stato un progetto ampio e ambizioso che è durato cinque anni e ha coinvolto centinaia di dipendenti locali. Abbiamo dovuto convincere sia le aziende certificate FSC che quelle non certificate a partecipare allo studio. È stato un lavoro duro in condizioni difficili, ma la conoscenza che abbiamo acquisito darà un contributo importante alla protezione degli animali nelle foreste tropicali”.

Pubblicato sulla rivista scientifica Nature, lo studio ha impiegato 474 fototrappole in 14 concessioni, 7 delle quali certificate FSC. Durante il lavoro sul campo (da due a tre mesi per concessione), queste trappole hanno scattato 1,3 milioni di immagini, catturando circa 55 specie di mammiferi tra cui leopardi e gorilla, oltre a varie specie in via di estinzione.

Le 14 concessioni forestali oggetto di indagine dell'università di Utrecht. In ogni concessione sono state installate da 28 a 36 telecamere in griglie sistematiche distanziate di 1 km. Numeri e linee indicano le coppie di concessioni certificate FSC e non FSC. FONTE: Zwerts, J.A., Sterck, E.H.M., Verweij, P.A. et al. FSC-certified forest management benefits large mammals compared to non-FSC. Nature 628, 563–568 (2024). https://doi.org/10.1038/s41586-024-07257-8

Le 14 concessioni forestali oggetto di indagine dell’università di Utrecht. In ogni concessione sono state installate da 28 a 36 telecamere in griglie sistematiche distanziate di 1 km. Numeri e linee indicano le coppie di concessioni certificate FSC e non FSC. FONTE: Zwerts, J.A., Sterck, E.H.M., Verweij, P.A. et al. FSC-certified forest management benefits large mammals compared to non-FSC. Nature 628, 563–568 (2024). https://doi.org/10.1038/s41586-024-07257-8

La ricerca sottolinea anche il ruolo determinante della caccia nella perdita di biodiversità, ed evidenzia la scarsità di segni riconducibili a queste pratiche e, per contrario, l’aumento delle tracce di fauna selvatica nelle concessioni certificate.

Le azioni utili alla tutela della biodiversità

Le misure proattive degli enti forestali certificati, come il blocco delle vecchie strade forestali, la creazione di posti di blocco e il sostegno a fonti di cibo alternative per le popolazioni locali hanno frenato in modo significativo la caccia illegale. Consumando meno carne selvatica, le comunità che vivono nei pressi delle concessioni certificate comprese nello studio hanno contribuito anche a ridurre il rischio di diffusione di malattie di origine animale.

“Lo studio nel bacino del Congo, un polmone verde vitale del nostro Pianeta, punta i riflettori sul ruolo fondamentale della certificazione nella gestione responsabile e sostenibile delle risorse naturali” commenta Peter Alele, direttore regionale di FSC Africa. “I suoi risultati forniscono prove convincenti del fatto che questo tipo di soluzione consente ai governi e ai gestori forestali di raggiungere obiettivi nazionali e internazionali in materia di contrasto alla deforestazione e conservazione della biodiversità, garantendo al tempo stesso migliori mezzi di sussistenza per le comunità locali. Questo approccio vantaggioso per tutti offre un percorso chiaro verso un futuro sostenibile per il bacino del Congo e oltre”.