21 Dicembre 2023

Lo studio tedesco: nelle parti di suolo caratterizzate da una maggiore varietà vegetale si registra un effetto cuscinetto che previene eccessivo riscaldamento o raffreddamento nei periodi più caldi e in quelli più freddi dell’anno

di Matteo Cavallito

 

Un’elevata diversità vegetale agisce da cuscinetto contro le fluttuazioni della temperatura del suolo, un fenomeno di vitale importanza per i processi ecosistemici. Lo sostengono alcuni ricercatori dell’Università di Lipsia, dell’Università Friedrich Schiller di Jena e del Centro tedesco per la ricerca integrata sulla biodiversità di Halle-Jena-Lipsia (iDiv). Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, evidenzia così l’esistenza di una possibile soluzione naturale per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, come gli eventi meteorologici estremi.

Lo studio sul suolo

“La temperatura del suolo svolge un ruolo centrale nel controllo di importanti processi ecosistemici legati alle dinamiche dell’acqua, del carbonio e dei nutrienti, all’attività microbica e alla produttività agricola”, ha spiegato Yuanyuan Huang, ricercatrice dell’iDiv di Lipsia e principale autrice dello studio in una nota. Per verificare l’impatto della biodiversità sulla temperatura stessa del terreno, gli studiosi hanno analizzato i dati raccolti dal 2004 al 2021 in un sito sperimentale composto da 80 parcelle con una varietà di piante che va da una a 60 specie.

I valori della temperatura sono stati registrati automaticamente a una profondità di cinque e quindici centimetri a intervalli di un minuto per un periodo di 18 anni, durante i quali si è verificata una notevole variabilità climatica. Per l’intero periodo in esame, si legge nella nota, “la diversità vegetale ha mostrato una notevole capacità di proteggere il suolo dal surriscaldamento in caso di caldo torrido e di aiutare a trattenere il calore nei periodi più freddi”.

L’effetto di mitigazione dura tutto l’anno

I dati emersi sono particolarmente significativi. In estate, ad esempio, la temperatura registrata nelle aree caratterizzate dalla maggiore varietà vegetale era inferiore di 5°C circa nel confronto con le parcelle prive di vegetazione. Al tempo stesso, “nei giorni in cui le temperature dell’aria erano particolarmente basse, il suolo che ospitava la comunità di 60 specie vegetali era più caldo di 1,48°C rispetto agli appezzamenti senza piante”.

L’effetto stabilizzante della diversità vegetale ha determinato una riduzione della conduzione del calore negli ultimi 60 centimetri di suolo.

“I nostri risultati rivelano che la diversità delle piante agisce come un cuscinetto naturale, impedendo il riscaldamento del suolo nei periodi caldi e il raffreddamento in quelli freddi“, afferma lo studio. “Questo effetto della diversità persiste tutto l’anno, intensificandosi con l’invecchiamento delle comunità sperimentali e diventando ancora più forte in condizioni climatiche estreme, come giornate calde o anni secchi”.

Implicazioni positive per il clima

I risultati dello studio hanno implicazioni di vasta portata. “Utilizzando un modello di equazione strutturale, abbiamo scoperto che la diversità delle piante fa aumentare le concentrazioni di carbonio organico e, in misura minore, l’indice di area fogliare delle piante”, sottolinea lo studio.

I ricercatori, inoltre, evidenziano come in alcuni ecosistemi chiave come le grandi praterie, ad esempio, la stabilizzazione della temperatura del suolo fornita dalla diversità delle piante potrebbe essere fondamentale “per mitigare gli effetti negativi di eventi climatici estremi, come la decomposizione del carbonio, rallentando così il riscaldamento globale”.