31 Maggio 2024

Progetto ECHO, aperte le candidature per gli “Ambasciatori del suolo”

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Il progetto Echo, della durata di 4 anni, è coordinato dalla Libera Università di Bolzano-Bozen e vede tra i suoi partner Re Soil Foundation.

Nell’ambito del progetto europeo di citizen science, gli ambasciatori dovranno coinvolgere i cittadini per effettuare campionamenti e analisi di suolo in tutta Europa a partire da gennaio 2025. Obiettivo: avere una mappa dettagliata e aggiornata della salute dei diversi tipi di terreni continentali

di Emanuele Isonio

 

 

 

L’obiettivo è ambizioso: trovare centinaia di persone in tutta Europa disposte a diventare “Ambasciatori del suolo” e facilitare il progetto di citizen science alla base del progetto “ECHO – Engaging citizens in soil science: the road to healthier soils”. Per rintracciarli, i promotori del progetto (un cartello di 16 partner tra atenei, istituti di ricerca, fondazioni, coordinati dalla Libera Università di Bolzano), hanno lanciato una call pubblica alla quale invitano a partecipare “chiunque sia interessato alla salute del suolo o al coinvolgimento della comunità, indipendentemente dal proprio livello di competenza”.

16mila cittadini per un progetto di citizen science

Con un budget totale di circa 6 milioni di euro, ECHO è una Research and Innovation Action realizzata nell’ambito del programma Horizon Europe. Il compito degli ambasciatori del suolo sarà di promuovere processi partecipativi a livello locale e regionale, coinvolgendo i cittadini nella protezione e nel ripristino dei suoli attraverso lo sviluppo di competenze e l’incremento della conoscenza, in linea con la Missione dell’UEA Soil Deal for Europe”.

Attraverso il loro contributo, i promotori di ECHO confidano di centrare l’obiettivo di individuare almeno 16.500 cittadini che, in tutti i Paesi Ue e in Scozia, diventino parte attiva del progetto di ricerca. Come? Facendo campionamenti e analisi del suolo nel proprio territorio di residenza, con il kit sviluppato dai partner coinvolti. “Il progetto svilupperà e metterà in atto 28 iniziative di citizen science su misura nei vari Stati coinvolti, tenendo conto dei diversi usi e tipi di suolo e delle regioni biogeografiche” spiegano i promotori. La citizen science è un metodo di indagine che si basa sull’interscambio tra il pubblico e gli esperti. E che attribuisce ai cittadini il ruolo di operatori attivi, capaci di apprendere dall’esperienza.

Due fasi di azione

Durante la fase di selezione degli ambasciatori del suolo, verranno organizzati workshop di formazione che si terranno fino a fine 2024 per migliorare la loro conoscenza del suolo, l’esperienza di campionamento e la comprensione delle dinamiche della citizen science. In questo modo, le persone selezionate diventeranno membri integrali del team di ECHO e i loro profili saranno presentati sul sito web del progetto. Grazie a loro, verranno poi identificati i cittadini e i gruppi da coinvolgere nelle attività di campionamento.

Poi, a gennaio 2025 l’inizio della vera e propria fase operativa, con la distribuzione dei kit ai volontari e l’inizio dei campionamenti e delle successive analisi. Gli ambasciatori del suolo si uniranno al team di ECHO nelle attività e campagne locali sul campo, motivando i partecipanti ad analizzare diversi tipi di suolo e usi del suolo, garantendo il raggiungimento degli obiettivi del progetto.

Chi può diventare Ambasciatore del suolo?

Per candidarsi, compilando il form sul sito dell’iniziativa, non sono richieste competenze specifiche. “Chiunque abbia un qualsiasi livello di conoscenza sulla salute del suolo, sul campionamento o sulla citizen science è idoneo, poiché avrà l’opportunità di promuovere la conoscenza durante i corsi di formazione condotti dagli esperti di ECHO” si legge nel sito dell’iniziativa. “L’unico requisito è la capacità di gestire la logistica per la distribuzione dei kit ai partecipanti dopo gennaio 2025″.

I promotori sperano che alla call rispondano docenti universitari e delle scuole superiori, agricoltori, manager forestali, rappresentanti di ONG. Ma sono alla ricerca anche di artisti, atleti, blogger di spicco, influencer dei social media. Tutte figure chiave per “evidenziare l’importanza della conservazione del suolo attraverso contenuti coinvolgenti e aggiornamenti condivisi sulle loro piattaforme”.

Tra i partner di ECHO c’è anche Re Soil Foundation. La fondazione in particolare collaborerà a tutte le attività previste, con particolare attenzione a comunicazione, formazione, disseminazione, attività didattiche ed eventi sul territorio. Tre le direttrici principali: coinvolgere i cittadini, conferire loro conoscenze e un ruolo attivo nella raccolta dei dati e promuoverne la partecipazione al processo decisionale nella gestione dei terreni.

Il progetto ha una durata di quattro anni. Oltre alla Libera Università di Bolzano-Bozen e a Re Soil Foundation, partecipano al consorzio ECHO l’Università di Hohenheim, l’associazione FCiências.ID, l’Università di Lisbona, l’Università di Bologna, il James Hutton Institute, l’Università della Finlandia Orientale, l’American Farm School, l’Università Stefan Cel Mare Suceava e l’Università di Extremadura. Oltre alle imprese Solutopus, Plantpress, Quanta Labs e Ambienta e alla Fondazione Ibercivis.