15 Febbraio 2024

La deforestazione favorisce le emissioni di mercurio in atmosfera

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Le foreste svolgono un servizio ecosistemico essenziale stoccando il mercurio e impedendone la diffusione nei corsi d’acqua. Per questo, rileva uno studio del MIT, il disboscamento rappresenta una minaccia sul fronte dell’inquinamento

di Matteo Cavallito

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Il 10% circa delle emissioni di mercurio di origine umana nell’atmosfera è il risultato della deforestazione globale. Lo sostiene uno studio del Massachusetts Institute of Technology (MIT). L’elemento, spiegano i ricercatori, è assorbito dalla vegetazione globale. Ma gli attuali ritmi di disboscamento, aggiungono, potrebbero portare a un aumento delle emissioni nette, vale a dire del saldo tra la quantità assorbita dell’elemento e quella rilasciata.

Il ciclo del mercurio

La vegetazione, spiegano i ricercatori, assorbe l’elemento dall’atmosfera non diversamente da ciò che fa con la CO2. Ma a differenza di quest’ultima, il mercurio non svolge una funzione biologica essenziale per le piante. L’elemento si colloca in gran parte all’interno delle foglie finché non cade e viene assorbito dal suolo.

Quando finisce invece nei bacini idrici o nei corsi d’acqua, il mercurio diventa un problema anche per la salute umana. Soprattutto quando, dopo essere stato assorbito dai pesci, entra nella catena alimentare.

Nei terreni, rileva Ari Feinberg, ricercatore e co-autore dello studio, in una nota diffusa dal MIT, “il mercurio è legato in modo molto più stretto di quanto lo sarebbe se fosse depositato nell’oceano”. Le foreste, insomma, “svolgono una sorta di servizio ecosistemico, in quanto sequestrano l’elemento più a lungo”.

L’indagine

Gli scienziati del MIT hanno suddiviso le aree del Pianeta in otto regioni realizzando, per ciascuna di esse, diverse simulazioni per calcolare i fattori di emissione. “La deforestazione riduce la capacità della biosfera terrestre di assorbire il mercurio, che è un inquinante tossico, facendone anche aumentare il rilascio dal suolo”, si legge nello studio.

Inoltre: “Utilizzando un modello per la misurazione a livello globale legato alle osservazioni sul campo, stimiamo che i flussi netti di mercurio nell’atmosfera dovuti alla deforestazione siano pari a 217 tonnellate all’anno, equivalenti a circa il 10% delle emissioni antropogeniche primarie del Pianeta”.

Se la deforestazione fosse una nazione, “sarebbe il secondo emittente dopo la Cina, che rilascia circa 500 tonnellate di mercurio all’anno.”, sottolinea Feinberg. Oggi, tuttavia, le conseguenze della deforestazione sul ciclo del mercurio non sono incluse nel calcolo delle emissioni antropogeniche, né sono oggetto di specifica attenzione.

Il ruolo dell’Amazzonia

Il modello realizzato nella ricerca rivela come la foresta amazzonica svolga un ruolo chiave come serbatoio di mercurio, stoccando circa il 30% dell’ammontare dell’elemento sequestrato a livello globale. Frenare la deforestazione nella regione permetterebbe di ridurre significativamente l’inquinamento da mercurio.

Al contrario, “Se la deforestazione della foresta amazzonica continuerà ai ritmi abituali, le emissioni nette di mercurio dalla regione aumenteranno di 153 tonnellate annue entro il 2050, facendo crescere il trasporto e la successiva deposizione negli ecosistemi acquatici”.

I ricercatori, infine, stimano che gli sforzi di riforestazione a livello globale potrebbero far aumentare l’assorbimento annuale di mercurio del 5% circa. In ogni caso però gli interventi di rigenerazione forestale non sono sufficienti a risolvere il problema e non possono quindi sostituire le azioni di controllo dell’inquinamento.