17 Aprile 2024

Brasile, il ritorno dei microbi certifica il ripristino del suolo

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Uno studio evidenzia il recupero della diversità dei microbi nelle aree semi-aride rigenerate in Brasile. Confermando così la validità delle tecniche di rigenerazione del suolo

di Matteo Cavallito

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La rigenerazione delle terre degradate in Brasile starebbe producendo risultati promettenti a partire dal ripristino delle comunità originarie dei microbi  e dei relativi servizi ecosistemici che esse garantiscono. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Environmental Management.

L’indagine, a cura di un gruppo di ricercatori provenienti da quattro diverse università – São Paulo (USP), Piauí (UFPI), Ceará (UFC) e Pernambuco (UFAPE) – ha preso in esame 18 ricerche precedenti che si sono concentrate sulla foresta di Caatinga, nella parte orientale del Paese. Caratterizzata da bioma semi-arido, l’area è una delle più ricche al mondo dal punto di vista della biodiversità.

Una regione a rischio

Il cambiamento climatico e le attività umane, tuttavia, minacciano gli equilibri di questo ambiente. “La desertificazione del suolo rappresenta un problema significativo nella zona semiarida che si estende su un ampio territorio del Brasile”, si legge nello studio. “In questa regione, gli effetti dannosi delle attività antropiche hanno portato a una diminuzione della copertura vegetale e a un’accelerazione dell’erosione del suolo”.

Secondo gli autori, in particolare, la conversione delle foreste in terreni per il pascolo avrebbe contribuito al processo di desertificazione del territorio. Determinando, spiegano, una “perdita significativa di materia organica e di diversità microbica del suolo”.

Per risolvere il problema, rileva ancora la ricerca, nel corso degli anni sono stati realizzati diversi interventi di ripristino. Questi includono pratiche come varie restrizioni al pascolo, l’impiego di colture di copertura e il terrazzamento per controllare l’erosione.  Tali azioni sembrerebbero aver avuto successo. Garantendo  il recupero delle proprietà microbiche del terreno e della biodiversità e facendo aumentare la resa dei raccolti.

La biodiversità è stata ripristinata

“Ci siamo posti l’obiettivo di comprendere il microbioma del suolo e le sue funzioni per identificare strumenti che possano aiutare a ripristinare le aree degradate nella regione semi-arida”, ha dichiarato Lucas William Mendes, co-autore dello studio, all’agenzia FAPESP in un articolo a firma Luciana Constantino.

“Abbiamo scoperto che le tecniche di ripristino hanno portato a un ritorno della diversità microbica”, aggiunge. E, con essa, “una ripresa di servizi e funzioni ecosistemiche simili a quelle originarie”.

Gli autori, spiega l’articolo, hanno utilizzato alcune tecniche di indagine molecolare come la metagenomica e la metatranscriptomica per misurare e valutare il livello di ripristino del microbioma del suolo. Alcune aree sono state rigenerate con una nuova copertura vegetale, che ha fornito nuovo foraggio al bestiame. “Grazie alla copertura vegetale che ha modificato la chimica del suolo, i benefici per il pascolo sono stati sufficienti a sostenere un incremento dei capi di bestiame e della produttività”, ha aggiunto Mendes.

I microbi sono la chiave

Lo studio ha evidenziato ancora una volta il ruolo chiave svolto dai microbi come batteri, funghi e archei nell’influenzare il ciclo dei nutrienti. Nonché la decomposizione della materia organica, le emissioni di gas serra e, in ultima analisi, la salute delle piante. A fronte di tutto questo, rileva ancora Mendes, “comprendendo come alcuni microrganismi vivono nelle aree aride e contribuiscono alla crescita delle piante, possiamo scoprire nuovi elementi inoculanti da utilizzare per lo sviluppo della vegetazione nelle regioni semi-aride”.

Questo genere di ricerche, sottolinea la co-autrice Erika Valente de Medeiros, fa emergere “l’interconnessione tra la salute dell’ecosistema, la diversità del microbioma del suolo e il benessere umano”. I risultati emersi, spiegano inoltre gli autori, possono fornire conoscenze importanti ai responsabili politici per elaborare strategie di sviluppo sostenibile e combattere la desertificazione.