Le cavità degli alberi proteggono gli animali dalle temperature estreme
Analizzando dati raccolti in cinque continenti, i ricercatori dell’Università dell’Illinois hanno misurato la capacità delle cavità degli alberi di mitigare sia il caldo estremo sia il freddo offrendo riparo alla fauna
di Matteo Cavallito
Le cavità degli alberi non offrono agli animali soltanto un luogo in cui nidificare o nascondersi ma anche una protezione dalle temperature estreme. Quando fuori fa molto caldo, l’aria al loro interno si mantiene più fresca; quando fa freddo, invece, esse conservano più calore. È il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Forest Ecology and Management.
L’indagine, a cura dei ricercatori dell’Università dell’Illinois Urbana-Champaign, ha riunito e analizzato le misurazioni disponibili in letteratura. La scoperta mette in luce un’ulteriore funzione degli alberi per la fauna selvatica in un contesto in cui l’impatto del clima rende sempre più importante la disponibilità di luoghi protetti.
Un rifugio dagli eventi estremi
Le sempre più frequenti ondate di calore e gli altri eventi estremi costituiscono una minaccia per numerose specie. Per contrastarne gli effetti gli animali possono modificare il proprio comportamento o spostarsi oppure cercare riparo in ambienti meno esposti tra cui le cavità degli alberi che, ricordano i ricercatori, “possono fungere da rifugi climatici per pipistrelli, uccelli e altri animali”.
La capacità di mitigazione della temperatura esterna da parte di questi ripari era già nota. Ciò che mancava, tuttavia, era un’analisi quantitativa che raccogliesse i risultati degli studi condotti in luoghi diversi.
A questo scopo, gli autori hanno quindi esaminato la letteratura scientifica per verificare due ipotesi: la capacità delle cavità stesse di restare più fresche nelle ore più calde e quella di mantenere una temperatura più elevata di notte nei periodi più freddi. Conoscere meglio questo effetto può aiutare a individuare gli alberi da conservare con maggiore attenzione. Anche perché la formazione delle cavità adatte ad alcune specie, nota lo studio, può richiedere decenni o addirittura secoli.
Nei giorni più caldi cavità più fresche di oltre 4°C
La ricerca ha preso in esame 36 lavori condotti in cinque continenti e pubblicati nell’arco di 65 anni, concentrati perlopiù su cavità utilizzate da uccelli e pipistrelli. Da questi studi i ricercatori hanno ricavato circa 200 osservazioni che mettevano a confronto le temperature interne con quelle esterne. Considerando tutte le misurazioni disponibili, “le temperature giornaliere più elevate all’interno delle cavità degli alberi erano inferiori di 2,7°C rispetto alle massime rilevate nell’aria esterna”.
Inoltre, “in 44 giorni caldi, con temperature esterne che possono raggiungere o superare i 30°C, le massime giornaliere all’interno delle cavità degli alberi sono risultate inferiori di 4,1°C”.
Inoltre, “le temperature più basse registrate all’interno delle cavità degli alberi sono state superiori di 2,8°C rispetto alle minime giornaliere”. Nei giorni freddi il divario aumenta: “negli 84 giorni in cui le temperature dell’aria esterna sono state pari o inferiori a 10°C, le minime nelle cavità degli alberi sono state superiori di 3,1°C rispetto ai valori giornalieri più bassi”. In alcuni casi, precisa in una nota Joy O’Keefe, autrice senior dello studio, la protezione può essere ancora maggiore “con alcune cavità più grandi o profonde che si mantengono fino a 15 gradi più fresche”.
Proteggere gli alberi significa proteggere la fauna
Le misurazioni da sole non permettono di stabilire quanto la presenza delle cavità riduca la mortalità degli animali durante un’ondata di calore. Inoltre, sebbene la ricerca raccolga studi ampiamente distribuiti nel mondo, mancano tuttora i dati sulle temperature delle cavità in Sud America, in Asia e in gran parte dell’Africa. Per questo sono necessarie nuove ricerche condotte con protocolli comparabili soprattutto nelle regioni del Sud globale più ricche di biodiversità.
I dati già disponibili, in ogni caso, costituiscono una ragione in più per impegnarsi nella conservazione degli alberi, in particolare quelli grandi o vecchi che offrono maggiore riparo. “Gli sforzi di conservazione devono garantire la disponibilità di alberi adatti, soprattutto di quelli con cavità complesse, in un clima che cambia”, spiegano gli autori. Proteggere questi alberi, concludono, significa infatti preservare anche la fauna che li abita.

Gareth James CC BY-SA 2.0 Attribution-ShareAlike 2.0 Generic 
Mokkie/Wikimedia Commons – CC BY-SA 3.0
Yuriy Kvach/Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0 


