14 Maggio 2024

Rifiuti organici, diminuisce quantità e qualità della raccolta

Analisi del Centro Studi CIC: in Italia nel 2022 raccolte 7,25 milioni di tonnellate di rifiuti organici. Meno dell’anno precedente. Ed è allarme per la qualità della raccolta e l’uso dei fondi pubblici

di Emanuele Isonio

 

In Italia, nel 2022, sono stati raccolti meno rifiuti organici rispetto al 2021: 7,25 milioni di tonnellate considerando la frazione umida (5,46 milioni di tonnellate) e verde (1,79 milioni di tonnellate), 144.000 tonnellate in meno dell’anno precedente. Considerando il totale di rifiuti a matrice organica (frazione umida, verde, fanghi civili ed agroindustriali e altro) e complessivamente trattati negli impianti italiani, si stimano invece 8,35 milioni di tonnellate di rifiuti, circa 55.000 tonnellate in più dell’anno precedente: di questi,

  • il 60% è costituito da frazione umida,
  • il 20% da verde,
  • il 14% da fanghi di depurazione
  • il restante 8% da rifiuti dell’agroindustria.

La trasformazione dei rifiuti a matrice organica ha permesso di ottenere circa 1,9 milioni di tonnellate di compost e 409 milioni di metri cubi di biogas. È questa la sintesi elaborata dal Centro Studi del CIC (Consorzio Italiano Compostatori), che ha analizzato i dati contenuti nel Rapporto Rifiuti Edizione 2023 dell’ISPRA per raccontare l’andamento della produzione e della raccolta dei rifiuti a matrice organica in Italia.

Raccolta differenziata delle principali frazioni merceologiche su scala nazionale, anni 2018 – 2022. FONTE: ISPRA - Rapporto Rifiuti 2023.

FONTE: ISPRA – Rapporto Rifiuti 2023.

I rifiuti organici sono il 38% del totale

“Quello del biowaste si conferma un settore fondamentale per l’economia del Paese e nella lotta alla crisi climatica”, spiega Lella Miccolis, presidente del CIC. “In generale, nel 2022 è stato calcolato un calo nella produzione nazionale dei rifiuti urbani, dovuto in parte agli strascichi delle anomalie generate dalla pandemia da Covid-19 e in parte al calo della popolazione residente in Italia, con una riduzione di circa 132.000 unità rispetto all’anno precedente. Tuttavia, c’è stato un incremento della percentuale di raccolta differenziata, che ha superato il 65%, un dato che fa ben sperare per il futuro”.

Il biowaste si conferma un settore fondamentale per l’economia del Paese e la lotta alla crisi climatica, con i rifiuti organici che rappresentano oltre il 38% dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, confermandosi la prima frazione raccolta per abbondanza relativa. Tuttavia, continua Miccolis, il CIC segnala “una serie di criticità relative al settore che devono essere affrontate con urgenza: in particolare, bisogna intervenire sull’implementazione delle raccolte differenziate dell’umido su tutto il territorio italiano, migliorare la qualità di quanto raccolto e direzionare correttamente gli investimenti nel settore per arginare gli effetti di una sovracapacità impiantistica”.

I numeri dei rifiuti organici in Italia

La raccolta differenziata della frazione umida negli ultimi anni ha infatti rallentato fortemente la crescita: su un totale di 5.457.000 tonnellate di rifiuti differenziati, la frazione umida si allinea sostanzialmente al dato del 2021. Una flessione di 4.400 tonnellate in valore assoluto, ma con un modesto aumento di 0,1 kg/ab in termini di intercettazione pro capite, raggiungendo quindi i 92,7 kg/ab.

Cresce poi la popolazione coinvolta: come sottolinea il Centro Studi CIC, considerando i comuni in cui la raccolta raggiunga almeno una intercettazione di 50 kg/ab, nel 2022 si supera il 90% della popolazione nazionale, tenendo conto che nel 2012 era poco più del 55% e nel 2017 meno dell’80%. Sono però ancora circa 5 milioni gli abitanti residenti in comuni con livelli di intercettazione della frazione umida con ampi margini di miglioramento, oltre ai comuni che ancora oggi non hanno attivato servizi dedicati di raccolta dell’umido.