17 Aprile 2026

Il bosco in casa: in Finlandia i microbi del suolo migliorano la salute umana

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Uno studio finlandese dimostra come l’introduzione di terra forestale negli ambienti domestici faccia aumentare la diversità microbica dell’aria. Con potenziali effetti protettivi sul sistema immunitario dei neonati che crescono in ambienti chiusi

di Matteo Cavallito

I microbi del terreno possono contribuire a promuovere il benessere delle persone nei contesti urbani attraverso il riequilibrio del microbioma domestico. Un’ipotesi legata a una correlazione nota da tempo che troverebbe oggi una conferma sperimentale nel Nord Europa. A fornirla un nuovo studio condotto dall’Istituto finlandese per la salute e il benessere e dall’Università della Finlandia Orientale, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Microbiome. Nel corso della ricerca, gli autori hanno applicato terra di bosco sui tappeti presenti nelle abitazioni osservando un evidente aumento dei batteri associati al suolo forestale nell’aria. Con tutti i benefici associati all’esposizione a questi ultimi.

L’esposizione ai microbi può influenzare la salute a lungo termine

L’idea è questa: nella prima infanzia l’esposizione ai microbi attiva i percorsi immunoregolatori dei bambini e può influenzare per questo la loro salute a lungo termine. Il problema, tuttavia, è che nelle prime fasi della loro vita i bambini tendono a trascorrere la maggior parte del tempo in ambienti chiusi. E non senza conseguenze. “Gli stili di vita urbani sono caratterizzati da una ridotta esposizione a stimoli microbici ambientali che attivano i percorsi immunoregolatori”, spiega lo studio.

Che aggiunge: “Questo è stato collegato a un aumento del rischio di malattie infiammatorie, asma e allergie”. Per questo, “una possibile soluzione preventiva è modificare le esposizioni microbiche indoor orientandole verso interazioni che promuovono la salute”.

L’obiettivo dello studio era quello di verificare la fattibilità del trasferimento del microbiota ambientale con un esperimento condotto in sei abitazioni. Cinque di esse sono state soggette all’intervento, una è stata lasciata intatta agendo come fattore di controllo. Il terreno forestale è stato aggiunto a un tappeto interno nell’ingresso per tre volte a intervalli di quattro settimane. La polvere domestica è stata campionata all’altezza di respirazione di neonati e adulti e sui pavimenti in diverse posizioni. Dagli stessi campioni è stato analizzato il microbiota utilizzando il sequenziamento genetico. Con risultati decisamente interessanti.

Bambini più protetti contro l’asma

L’intervento ha portato a un aumento significativo della presenza relativa dei batteri del suolo forestale nei diversi punti di misurazione all’interno delle abitazioni. “L’entità dell’effetto è stata influenzata dalle caratteristiche dell’edificio, dalle dinamiche spazio-temporali e da quelle degli occupanti”, spiega lo studio, “ed è risultata maggiore in una casa con un apporto microbico aggiuntivo relativamente basso — un’abitazione senza animali domestici, con bassa occupazione e ventilazione meccanica”.

Ulteriori effetti sono stati osservati all’altezza di respirazione dei neonati vicino al tappeto. In quei punti, infatti, “sono stati osservati aumenti della diversità batterica e di un indice del microbiota protettivo contro l’asma (una specifica composizione microbica che agisce come fattore protettivo contro lo sviluppo di questa malattia e la sensibilizzazione allergica nei bambini, ndr), nonché diminuzioni della proporzione di batteri di origine umana, ma solo nella polvere aerodispersa in prossimità del tappeto trattato con terra”, sottolinea la ricerca. Per contro, “gli effetti sul microbiota fungino o sui carichi batterici e fungini nella polvere domestica sono stati incoerenti”.

Un punto di partenza incoraggiante per nuovi studi

“È stato incoraggiante constatare è possibile far aumentare i segni di esposizione microbica associati a un minor rischio di asma nelle abitazioni urbane con un intervento così semplice ed economico”, ha spiegato Pirkka Kirjavainen, ricercatore e co-autore dell’indagine. “Il prossimo passo è quello di verificare se questo tipo di intervento possa tradursi nei benefici per la salute che ci aspettiamo”.

La ricerca, insomma, ha dimostrato come l’applicazione di terra su un tappeto possa modificare in modo così significativo il microbiota batterico presente nel particolato sospeso nell’aria all’interno delle abitazioni. Un aspetto che apre la strada ora a nuove ricerche. “Sebbene questo approccio sia promettente, soprattutto nei contesti altamente urbanizzati, per definire il dosaggio e la composizione delle aggiunte di microbiota ambientale necessarie per ottenere benefici per la salute sono necessari ulteriori studi”, concludono gli autori.