Dalla Ue tre strategie agricole per il recupero degli ecosistemi
L’Agenzia europea per l’Ambiente suggerisce gli approcci per tutelare ecosistemi e biodiversità: gestione sostenibile di suolo e acqua, ricostruzione dei paesaggi agricoli, mantenimento e ripristino degli habitat semi-naturali
di Matteo Cavallito
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Un’agricoltura fondata sulle buone pratiche può contribuire a contrastare la crisi della biodiversità ripristinando gli ecosistemi nel Vecchio Continente. Ad affermarlo un nuovo documento dell’Agenzia europea dell’ambiente (EEA) diffuso in queste settimane. Secondo lo studio, queste strategie a disposizione degli agricoltori possono migliorare le condizioni degli habitat e rigenerare i paesaggi, gestendo al contempo il suolo e l’acqua in modo sostenibile. Esse inoltre contribuiscono a “migliorare la capacità del settore agricolo di far fronte ai crescenti impatti del cambiamento climatico, come siccità e inondazioni, e di incrementare la produttività”.
Il legame tra agricoltura e biodiversità
La produzione di cibo, ricorda l’EEA, è una delle attività umane vitali che interagiscono più direttamente con la natura. L’agricoltura si basa su processi essenziali come l’impollinazione e la formazione del suolo. La biodiversità, da parte sua, contribuisce a rafforzare l’agricoltura stessa e la sicurezza alimentare. I piani strategici della PAC, la Politica Agricola Comune degli Stati membri dell’UE, prevedono attualmente misure di sostegno a queste pratiche.
Per ripristinare efficacemente gli agro-ecosistemi, afferma tuttavia l’EEA, “sono necessari incentivi pubblici più forti e coerenti, combinati con finanziamenti adeguati, per ripristinare in modo efficiente gli ecosistemi che sostengono la produzione alimentare e le comunità rurali”.
In Europa, il ripristino della natura e la transizione verso pratiche agricole sostenibili sono obiettivi chiave della Strategia per la biodiversità 2030. Gli sforzi realizzati in questo ambito, ricorda l’Agenzia UE, sono inoltre fondamentali per la mitigazione climatica attraverso opportune strategie di coltivazioni che favoriscono il sequestro del carbonio nel terreno (il cosiddetto carbon farming).

Come gli elementi chiave della biodiversità sostengono l’agricoltura. Immagine: EEA European Environment Agency, “Solutions for restoring Europe’s agricultural ecosystems“, Briefing 22 ottobre 2024
Soluzioni utili in campo agricolo
Secondo il documento, il settore agricolo può utilizzare tre approcci per conservare e ripristinare gli agro-ecosistemi:
- Ridurre le pressioni sulla biodiversità gestendo in modo sostenibile il suolo e l’acqua. Ovvero frenare l’inquinamento, favorendo il recupero degli ecosistemi che, a sua volta, migliora i servizi offerti da questi ultimi a beneficio della produzione agricola.
- Ricostituire paesaggi agricoli multifunzionali e ricchi di biodiversità. L’elenco include elementi paesaggistici come filari di alberi, siepi e margini erbosi. In questo modo è possibile migliorare la salute del suolo e i servizi ecosistemici.
- Mantenere o ripristinare gli habitat seminaturali. Il riferimento corre agli agricoltori impegnati nella gestione di ambienti ricchi di biodiversità e di carbonio inclusi quelli protetti dalla Direttiva UE in materia come le praterie, le brughiere, i pascoli boschivi, i sistemi agroforestali tradizionali e i frutteti.
Esempi di buone pratiche agricole a sostegno di queste tre strategie includono la tutela e il ripristino delle praterie attraverso il pascolo, l’agrosilvicoltura, il riassetto dei suoli organici e l’applicazione della paludicoltura, la protezione degli elementi paesaggistici, il mantenimento dei terreni a riposo, la rotazione delle coltivazioni e la copertura del suolo con i residui delle colture lasciati sul terreno.
Gli ecosistemi UE sono sempre più sotto pressione
A causa del degrado della natura, prosegue il documento, la capacità degli ecosistemi di sostenere l’agricoltura in Europa è diminuita negli anni. L’intensificazione della produzione agricola ha portato alla perdita di biodiversità e al degrado del suolo anche sulla spinta dell’uso massiccio di pesticidi chimici e fertilizzanti minerali oltre che dell’irrigazione su larga scala. La crescente scarsità d’acqua – a causa dell’inquinamento e della maggiore incidenza degli eventi estremi legati al clima a partire dalla siccità – resta un problema evidente.
Non a caso, ricorda ancora la EEA, le istituzioni finanziarie stanno sviluppando tuttora strategie di contrasto agli impatti economici di questi fenomeni. “L’agricoltura e gli agricoltori sono notevolmente esposti ai rischi legati alla natura, come la perdita di resa e di reddito dovuta all’erosione del suolo e al calo dell’impollinazione”, scrive l’Agenzia UE. “Il costo della perdita di produttività dovuta al degrado dei terreni nella UE è stimato in 1,2 miliardi di euro all’anno”. Al tempo stesso, “incorporare il ripristino degli ecosistemi nelle pratiche agricole può consentire di invertire queste tendenze”.

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