6 Marzo 2026

Via al progetto SOUL: cinque Paesi UE testeranno i nuovi bioprodotti

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L’iniziativa riunisce 18 partner per lo sviluppo e il collaudo sul campo di prodotti di nuova generazione progettati per biodegradarsi nel suolo al termine del ciclo di vita minimizzando così l’impatto ambientale

di Matteo Cavallito

Stabilire un nuovo punto di riferimento per lo sviluppo di bioprodotti biodegradabili destinati ai settori dell’agricoltura, del giardinaggio, del paesaggio, della pesca, del tempo libero e dello sport. È l’obiettivo di SOUL (Sustainable, biO-based and biodegradable-in-soil soLutions), un progetto cofinanziato da Horizon Europe nell’ambito del Circular Bio-based Europe Joint Undertaking (CBE JU), la partnership pubblico-privata tra l’Unione Europea e il BIC, il Consorzio che finanzia i progetti delle bioindustrie circolari nel Continente.

Annunciata nel febbraio di quest’anno, l’iniziativa riunisce 18 partner provenienti da 5 Paesi della UE tra cui la spagnola Fundación AITIIP – che coordina il progetto – e le italiane Novamont, Re Soil Foundation e Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Il programma prevede lo sviluppo di nuovi prodotti ad alto contenuto di rinnovabilità progettati per biodegradarsi nel suolo al termine del ciclo di vita minimizzando così l’impatto ambientale.

Nuove soluzioni per il comparto dei bioprodotti

Il progetto SOUL è strutturato in otto pacchetti di lavoro che coprono l’intera catena del valore, dalla ricerca sui biomateriali fino alle attività di comunicazione, formazione e coinvolgimento degli stakeholder di cui si occupa in particolare Re Soil Foundation. Sul fronte progettuale, SOUL si impegna nello sviluppo e nella validazione di 11 diverse soluzioni nell’ambito dei bioprodotti realizzate con oltre il 95% di materie prime rinnovabili provenienti da filiere sostenibili, tra cui residui agricoli, sottoprodotti dell’industria agroalimentare e colture a basso impatto, provenienti da terreni marginali.

Compatibili con le tecnologie esistenti di trasformazione delle bioplastiche, queste nuove proposte saranno testate in condizioni reali in cinque Paesi europei caratterizzati da diversi profili climatici: Spagna, Italia, Portogallo, Polonia e Irlanda.

L’obiettivo dei test è quello di verificare l’effettiva biodegradabilità nel suolo e la compatibilità delle soluzioni stesse con diversi scenari di fine vita, tra cui compostaggio, riutilizzo e riciclo. Gli esperti di SOUL valuteranno quindi la sicurezza, la sostenibilità e la circolarità di ciascun prodotto lungo l’intero ciclo di vita, garantendo risparmi misurabili di gas serra e fornendo raccomandazioni strategiche per il settore. Tra gli obiettivi dichiarati la riduzione dell’impronta di carbonio e la prevenzione dell’accumulo di microplastiche.

I progetti in Italia

Progettate per soddisfare elevati requisiti di prestazione nella trasformazione delle bioplastiche garantendo al contempo miglioramenti delle proprietà meccaniche durante il periodo di utilizzo, le soluzioni puntano a preservare la salute del suolo. La lista comprende, tra le altre, teli per la pacciamatura ultrasottili e multistrato messi a punto anche da Novamont e testate in Italia sulle colture di pomodoro, mandorlo e olivo.

Ideati per proteggere le piante nelle prime fasi di crescita, questi teli possono essere lasciati nel terreno a fine ciclo, dove si biodegradano senza lasciare residui.

Altri esempi di prodotti progettati all’interno dell’iniziativa includono fertilizzanti a rilascio controllato dotati di un rivestimento spray bio-based che regola la diffusione dei nutrienti per circa un mese prima di degradarsi nel terreno. Ma anche clip e spaghi agricoli riutilizzabili e compostabili, le reti per tappeti erbosi e rivestimenti protettivi per giovani alberi e molto altro ancora.

Un modello di bioeconomia circolare

SOUL, in sintesi, non si limita a proporre nuovi materiali, ma mira a produrre un modello di bioeconomia che possa garantire prestazioni efficaci in ambito agricolo offrendo, al tempo stesso, un contributo ulteriore alle strategie di prevenzione e contrasto del degrado del suolo in Europa.

“Il progetto SOUL rappresenta un passo cruciale verso una bioeconomia realmente circolare per le plastiche che finiscono nei nostri suoli”, sottolinea la coordinatrice del progetto, Carolina Peñalva. “Il nostro obiettivo è quello di creare materiali sostenibili e ad alte prestazioni che lavorino in armonia con l’ambiente, anziché contro di esso. Prevenendo l’inquinamento del suolo e riducendo la nostra impronta di carbonio, possiamo proteggere gli ecosistemi per le generazioni future”.