25 Maggio 2021

“Darsena in blu”: la sostenibilità è una favola a lieto fine

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Raccontare la sostenibilità alle nuove generazioni attraverso le favole dell’economista svizzero Gunter Pauli. L’idea è dell’istituto comprensivo Darsena di Ravenna e della Fondazione Raul Gardini. Al centro del programma “Blue economy” ed economia circolare

Di Emanuele Isonio

Ascolta “Darsena in blu” su Spreaker.

Educare alla sostenibilità fin dall’infanzia. È l’obiettivo del progetto “Darsena in Blu” promosso dall’Istituto Comprensivo Darsena di Ravenna grazie al sostegno della Fondazione Raul Gardini. L’iniziativa, avviata fin dal 2018, pone al centro le favole dell’imprenditore ed economista belga Gunter Pauli, teorico del concetto di blue economy. Il programma, segnalano i suoi promotori, ha coinvolto l’intero l’istituto, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di 1° grado, con la partecipazione di 830 alunni di 36 classi.

Concepita come uno sviluppo della green economy, l’economia blu nasce con l’obiettivo di salvaguardare la “purezza del mare” e di attuare un tipo di pesca sostenibile. L’impostazione teorica, al tempo stesso, si estende includendo alcuni principi fondamentali della circolarità attraverso il recupero delle risorse fissando il traguardo delle emissioni zero.

I tre filoni della sostenibilità

Tre i percorsi principali che caratterizzano il progetto: informazione e conoscenza, espressività e creatività, solidarietà e comunità.

Attraverso la lettura delle favole gli alunni sono così invitati a scoprire soluzioni circolari basate sull’imitazione dei meccanismi della natura.

I rifiuti si trasformano in risorse creando ricchezza e annullando gli sprechi. La sensibilizzazione porta infine a prendere coscienza della necessità di affidarsi a nuovi approcci per superare i limiti degli attuali modelli di produzione e consumo. “L’Istituto Comprensivo Darsena, molto sensibile alle tematiche di eco-sostenibilità ambientale, ha quindi apprezzato l’approccio delle favole come validissimo e stimolante approccio interdisciplinare per avvicinare e sensibilizzare i bambini” ha spiegato Nadia Gardini, ex dirigente scolastico dell’istituto che ha seguito lo sviluppo del progetto.

La via fiabesca alla circolarità

Pensate per stimolare la creatività e il pensiero divergente, le favole “pongono domande e interrogativi aperti, non forniscono soluzioni già precostituite ma spingono gli alunni a farsi domande e a trovare soluzioni innovative” segnalano ancora i promotori. La lettura dei testi e le attività artistiche ed espressive correlate consentono inoltre di affrontare diversi temi simultaneamente contribuendo alla formazione del “cittadino di domani”. Chiamato, in modo consapevole, ad operare scelte decisive in nome della sostenibilità ambientale.