3 Ottobre 2023

I progetti approvati serviranno a ripristinare la salute del suolo, proteggendo la biodiversità e la produzione alimentare. Coinvolgeranno 314 i centri di ricerca, provenienti da 32 Paesi. Un ulteriore passo per raggiungere gli obiettivi 2030 della Mission Soil

di Emanuele Isonio

 

Ripristino della salute del suolo, tutela della produzione sostenibile di alimenti sani, protezione della biodiversità, costruzione della resilienza climatica, azioni per raggiungere gli obiettivi fissati dal Green Deal europeo. Sono alcuni degli ambiti nei quali andranno a operare i 17 nuovi progetti di ricerca sui quali la Commissione europea ha deciso di investire 90 milioni, nell’ambito della propria missione “A soil deal for Europe”.

Oltre 32 Paesi coinvolti

I progetti, che saranno gestiti dall’Agenzia esecutiva per la ricerca europea, vedranno la partecipazione di 314 soggetti provenienti da 32 Paesi: università, istituti di ricerca, PMI, imprese, autorità locali e organizzazioni non goverantive. Oltre agli Stati membri della UE, vi prenderanno parte anche Paesi (Israele, Kosovo, Norvegia, Serbia e Turchia) associati a Horizon Europe , il programma quadro dell’Unione europea su ricerca ed innovazione per il periodo 2021-2027. Ad essi si aggiungono inoltre quattro Stati non associati (Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Svizzera).

I 17 nuovi progetti sono stati selezionati da esperti indipendenti dopo una fase di invito a presentare proposte che si è svolta nel 2022. 71 le candidature ricevute e ritenute ammissibili.

Gli obiettivi dei progetti finanziati

Molto ampia la gamma di benefici che ci si attende dai diversi progetti. Alcuni saranno concentrati sul fronte del monitoraggio (tema molto caro alla Commissione, soprattutto dopo la proposta di direttiva presentata a luglio scorso). Obiettivo: creare un archivio dati per integrare le conoscenze in materia di ricerca e innovazione sul suolo, fornire indicatori per misurarne la biodiversità e i servizi ecosistemici, monitorare gli sforzi compiuti dai gestori territoriali per sequestrare il carbonio e ridurre le emissioni di gas serra.

Altri si concentreranno invece sul fronte della riduzione dei rifiuti della traformazione alimentare. In questo caso, l’obiettivo dei progetti finanziati dalla Commissione è di riuscire da un lato a ridurre il loro invio in discarica o all’incenerimento e, dall’altro, di valorizzarli dal punto di vista industriale ed economico, recuperando i nutrienti in essi contenuti e trasformandoli in materia prima per ammendanti organici e concimi naturali.

Gli strumenti in campo per la salute del suolo

La missione UE “A soil deal for Europe” ha preso il via a settembre 2021, nell’ambito del programma Horizon Europe. Il suo scopo è guidare la transizione per ripristinare la salute dei suoli continentali entro la fine del decennio, attraverso la creazione di una rete di 100 living labs e di lighthouse farms che si pongano come modelli di buone pratiche di uso dei terreni agricoli da mutuare e replicare su vasta scala.

Accanto ad essa, la UE ha però sviluppato altri strumenti: dall’Osservatorio Ue sul suolo, alla Strategia Ue per il suolo e, da ultimo, la direttiva sul monitoraggio e resilienza del suolo che nelle prossime settimane dovrebbe iniziare il proprio iter all’interno dell’Europarlamento e del Consiglio dei ministri.