24 Aprile 2023

Carbon farming, in arrivo il registro italiano dei crediti di carbonio

,
Agricoltura e foreste, sono le uniche attività produttive in grado di sottrarre CO2 dall'atmosfera. FOTO: Valentin from Pixabay

A prevederlo, un emendamento alla legge di conversione del DL sul PNRR. Il nuovo registro pubblico, istituito presso il CREA, riguarderà i crediti di carbonio volontari del settore agroforestale nazionale

di Giorgio Kaldor*

 

Non è ancora legge, ma ormai si può dire che manchi poco all’istituzione del Registro pubblico dei crediti di carbonio volontari del settore agroforestale in Italia. Il 4 aprile, la Commissione Bilancio del Senato ha infatti approvato l’emendamento 45.6 al disegno di legge 564 (Conversione in legge del decreto-legge recante disposizioni urgenti per l’attuazione del PNRR, nonché per l’attuazione delle politiche di coesione e della PAC) che istituirà il registro presso il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA). La misura – riconducibile all’’attuazione della Strategia Forestale Nazionale – dovrebbe permettere di coordinare, contabilizzare e monitorare a livello centrale tutte quelle attività di imboschimento, rimboschimento e gestione agricolo-forestale sostenibile che guardano a un nuovo modello economico legato all’assorbimento di carbonio atmosferico nei suoli.

Andamento % in 10 anni dello stock di CO2 nelle foreste italiane. FONTE: INFC 2015.

Andamento % in 10 anni dello stock di CO2 nelle foreste italiane. FONTE: INFC 2015.

Le caratteristiche del nuovo registro

L’emendamento, sostenuto del ministro Francesco Lollobrigida, prevede che i crediti generati dal settore agroforestale su istanza dei soggetti proprietari e dei gestori delle superfici interessate siano utilizzabili nell’ambito di un mercato volontario nazionale, in coerenza con le disposizioni relative al Registro nazionale dei serbatoi di carbonio agro-forestali istituito nel 2008.

Tuttavia, i crediti non potranno “essere utilizzati nel mercato EU-ETS e nel mercato Carbon Offsetting and Reduction Scheme for International Aviation (CORSIA)”.

In aggiunta, si legge, per l’impiego su base volontaria i crediti potranno essere generati esclusivamente per le “pratiche aggiuntive di gestione sostenibile”, quindi “attività di imboschimento, rimboschimento e gestione sostenibile agricola e forestale aggiuntive a quelle previste dalla vigente normativa unionale e nazionale di settore, secondo quanto previsto anche dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC)”.

Una speranza per ulteriore reddito agli agricoltori

“Agricoltura e foreste, infatti, sono le uniche attività produttive in grado di sottrarre anidride carbonica dall’atmosfera, incorporandola stabilmente nei suoli e nei vegetali, andando così a compensare le emissioni di CO2 residue anche di altri settori produttivi. Per questi motivi gli agricoltori, i silvicoltori e i gestori del territorio hanno elevate attese sullo sviluppo di un nuovo modello economico legato all’assorbimento di carbonio nei suoli”, fa sapere soddisfatta Confagricoltura in un comunicato. “Anche in relazione all’iter legislativo europeo sui cicli sostenibili del carbonio che vedrà nei prossimi due anni definire il percorso attuativo per gli Stati Membri, è importante dotare l’Italia di regole condivise. In questo modo sarà possibile supportare le imprese del settore nella valorizzazione dei servizi ecosistemici, funzionali all’assorbimento di carbonio, alla gestione razionale dell’acqua e alla tutela delle biodiversità”

Favorevole all’approvazione dell’emendamento anche il presidente della Federazione di Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili (FIPER) Walter Righini: “Un aspetto positivo è che il Registro sarà gestito da CREA, quindi in capo al Ministero dell’Agricoltura. Altrettanto significativo è che si faccia esplicito riferimento all’importanza di valorizzare le pratiche di gestione agricole e forestali sostenibili in grado di migliorare le capacità di assorbimento del carbonio atmosferico. In questo modo viene chiaramente riconosciuto l’importante contributo ambientale della filiera bosco-legno-energia oltre che la fondamentale importanza per il nostro Paese della tutela, prevenzione e manutenzione delle nostre foreste. Esprimiamo apprezzamento e soddisfazione per questo primo risultato. Restiamo pertanto in attesa dell’uscita nei prossimi centottanta giorni dei decreti attuativi per comprendere nel concreto come dovranno muoversi gli operatori del settore”.

 

* L’articolo originale è stato pubblicato su Renewable Matter.