22 Settembre 2021

3000 alberi al posto di un allevamento intensivo: un nuovo bosco lungo la Fi- Pi-Li

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Il Progetto Montopoli bonificherà un’area ex industriale di 6 ettari piantando 3000 alberi a ridosso della trafficata arteria stradale toscana. A realizzarlo: Università di Firenze, Legambiente, Re Soil Foundation e Unicoop che lancerà una raccolta fondi tra i propri soci per contribuire ad adottare le nuove piante

di Emanuele Isonio

 

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Dove fino a qualche anno sorgeva un allevamento intensivo di suini, sorgeranno ben presto 3000 nuovi alberi e piante distribuiti su 6 ettari di terreno, per un investimento di 2,2 milioni di euro. Il risultato sarà la nascita del primo bosco bio-sostenibile d’Italia su ex terreno industriale. Il tutto avverrà a Montopoli, proprio a ridosso della Firenze-Pisa-Livorno, una delle superstrade più trafficate d’Italia.

L’iniziativa – denominata Abbraccia un albero – servirà sia come incubatore di diversità naturalistica, sia come progetto sostenibile per l’assorbimento dell’anidride carbonica. Ma sarà anche un modello funzionante di “polmone verde” con una proporzione tra costi e benefici della piantagione ripetibili nel tempo e nel territorio. Un esperimento sul campo, insomma, di quanto si possa fare per cercare di salvare il Pianeta piantando alberi.

Il progetto è stato sviluppato dalla Pnat, spin-off dell’Università di Firenze, insieme a Legambiente e Re Soil Foundation. Il tutto all’interno di una campagna sviluppata da Unicoop Firenze per coinvolgere i propri soci e clienti.

“All’interno di questo progetto ritroviamo molte delle azioni utili per restituire qualità al suolo e, attraverso di essa, rispondere alla crisi climatica” commenta Walter Ganapini, membro del Comitato tecnico scientifico di Re Soil Foundation, membro onorario dell’Agenzia Europea per l’Ambiente e già presidente Agenzia Nazionale Protezione Ambientale Italia. “C’è la bonifica di un’area degradata, la deimpermeabilizzazione del terreno e la riforestazione con piante autoctone. Il nuovo bosco bio-sostenibile di Montopoli dimostrerà la bontà di queste scelte. Sarà fondamentale sviluppare sistemi di monitoraggio in grado di misurare gli impatti generati da questa iniziativa in termini di salute e fertilità dei suoli e di aumento della consapevolezza da parte dei cittadini”.

171mila tonnellate di rifiuti destinati a riciclo

Operativamente parlando, il primo passo, già iniziato, è quello di bonificare l’area. Tale attività sarà monitorata e rendicontata da Legambiente. Il piano prevede la rimozione e avvio al riciclo di 17mila tonnellate di rifiuti solidi, fra cemento, asfalto e calcestruzzo. Un modo anche per ridurre la necessità di utilizzare materie prime vergini stimolando quindi l’economia circolare. “L’obiettivo – spiega il presidente di Legambiente Stefano Ciafani, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione nella sede di Unicoop Firenze – è di decementificare e ripermeabilizzare oltre 5 ettari di suolo, mitigando la pericolosità idraulica dell’area, aumentando l’infiltrazione delle acque. Le attività di bonifica permetteranno di rimuovere anche quantità tuttora non quantificabili di amianto”.

La trasformazione in bosco inizierà entro fine anno. Permetterà di restituire il suolo al ciclo naturale di fertilizzazione e assorbimento idrico. Tra le 3000 piante previste, 800 saranno quelle ad alto fusto: verranno collocate principalmente nella zona che confina con la strada di grande comunicazione Firenze – Pisa -Livorno. La scelta è ricaduta sul pioppo nero (specie molto comune nelle zone di pianura, che può raggiungere rapidamente i 25 metri di altezza), il frassino ossilifero (che si trova in ambienti particolarmente umini) e la farnia, quercia diffusa nelle zone umide pianeggianti, dal legno molto pregiato. Oltre ai grandi alberi, ci saranno altre 2200 piante e talee forestali.

A regime, un risparmio di 1400 tonnellate di CO2 e altri inquinanti

La scelta delle piante è stata fatta su indicazione del professor Stefano Mancuso, direttore del laboratorio di Neurobiologia vegetale dell’università di Firenze, uno dei massimi esperti a livello mondiale di piante. Le specie sono caratterizzate da un alto assorbimento di CO2 e rapido accrescimento del tronco.

“Questo – spiega il professor Mancuso – consentirà di avere importanti benefici per la qualità dell’aria, che aumenteranno esponenzialmente al passare degli anni: a 10 anni il bosco potrà assorbire 170 tonnellate CO2 e una mole importante di inquinanti (polveri fini, ossido di azoto, ecc), a 20 anni il “risparmio” di CO2 sarà di 600 tonnellate e a 30 anni di 1400 tonnellate”.

Un progetto dalla grande valenza didattica

L’inaugurazione del nuovo bosco è prevista a marzo 2022. A maggio le prime visite, facilitate anche dalla realizzazione di un’aula didattica all’ingresso del parco. In futuro l’area verrà donata alle istituzioni del territorio: per presidiare e mantenere il bosco sarà costituito un Comitato di indirizzo, insieme a Regione Toscana e Corpo Carabinieri Forestali. Fra una decina d’anni gli alberi saranno già cresciuti per formare un vero e proprio bosco.

“Il progetto prevede un percorso naturalistico che si snoda lungo tutto il parco e che raccorda una serie di luoghi” spiega ancora Mancuso. “Tra loro, la torre di osservazione, che permetterà una visuale eccezionale della biodiversità locale a otto metri di quota, l’anfiteatro nel bosco e il loop (un circuito ad anello con vari tipi di vegetazione) fra le fronde, oltre alle vasche dedicate alle piante acquatiche che sorgeranno dove prima c’erano i bacini che raccoglievano le acque reflue dell’allevamento”.

Tutti elementi che rafforzeranno la parte didattica del progetto: “il bosco di Montopoli dimostrerà cosa vuol dire prendere una porcilaia e trasformarla completamente al servizio del territorio” osserva Mancuso che ricorda come fondamentale sarà la buona riuscita della campagna “Abbraccia un albero. Dai vita a un bosco” lanciata da Unicoop.

La campagna di crowdfunding di Coop Firenze

La campagna di raccolta fondi andrà avanti fino al 21 novembre (Giornata dell’albero) in tutti i Coop.fi della Toscana. Si può contribuire alle casse dei punti vendita COOP Firenze donando denaro o devolvendo i propri punti della Carta Socio. Si può anche contribuire online sulla pagina www.eppela.com/abbracciaunalbero oppure tramite bonifico bancario sul conto corrente dedicato (IBAN: IT57D0503402801000000309251). Unicoop Firenze raddoppierà ogni donazione.

“Con questa campagna vogliamo dare a tutti gli strumenti per contribuire a rendere più sana la vita su questo pianeta e del pianeta” commenta Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze. “Il tema del cambiamento climatico non è più rimandabile. Gli scienziati ci dicono che l’unico modo per salvare la Terra e ridurre gli inquinanti è piantare più alberi”.

La campagna di raccolta fondi lanciata da Unicoop Firenze per raggiungere l'obiettivo di piantumare 3000 alberi nell'area di Montopoli. FOTO: Unicoop Firenze.

La campagna di raccolta fondi lanciata da Unicoop Firenze per raggiungere l’obiettivo di piantumare 3000 piante nell’area di Montopoli. FOTO: Unicoop Firenze.

Obiettivo mondiale: 1000 miliardi di alberi in più

Quanto ce ne sia bisogno, è ormai ben noto alla comunità scientifica: “Per ridurre in modo significativo il surplus di CO2 e attenuare gli effetti del riscaldamento globale, servono oltre 1000 miliardi di alberi in più” ricorda Mancuso. Sembra un numero enorme. E certamente lo è. Al pari dell’investimento necessario. Ma i costi dei danni che la crisi climatica sta già generando sono molto più elevati.

“La pandemia Covid è costata all’economia 8 trilioni di euro. Quel valore, per quanto enorme, è ridicolo rispetto a ciò che costerebbe se non interveniamo in favore del Pianeta” sottolinea Mancuso.

Tante siti industriali da riconvertire

Peraltro, l’Italia, che pure ha una superficie forestale indubbiamente aumentata nel corso dei decenni, per l’abbandono delle aree interne, di zone da recuperare e sulle quali far sorgere nuovi boschi e foreste ne ha moltissime in tutte le regioni. “Il nostro Paese ha ancora oggi 34.519 siti da bonificare. Tutti insieme occupano un’area di oltre 237.000 ettari pari allo 0.77% del territorio nazionale. Una grande opera pubblica ancora incompiuta, nonostante abbia 23 anni il programma nazionale di bonifica”.

La mappa dei siti di interesse nazionali e regionali in attesa di bonifica. FONTE: ISPRA.

La mappa dei siti di interesse nazionali e regionali in attesa di bonifica. FONTE: ISPRA.

Del gruppo fanno parte 41 grandi aree industriali che da sole coprono 171mila ettari. Ma a questi siti di interesse nazionale, se ne aggiungono altri 35mila di interesse regionale. “Spesso sono siti contaminati di meno di 100 ettari che potrebbero essere bonificati in modo più agile rispetto ad altre aree più complesse” osserva Ciafani. Il modello Montopoli quindi può funzionare da best practice da studiare e replicare altrove.