11 Agosto 2023

UK, “vietare l’importazione di suolo per salvare gli ecosistemi”

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L'Hymenoscyphus fraxineus, importato nel Regno Unito insieme ad alcune piante, è una delle specie fungine che hanno causato uno dei danni ambientali maggiori nel Paese. FOTO: The Wildlife Trusts.

La proposta è di un cartello di associazioni britanniche riunite nel Wildlife and Countryside Link. Le importazioni di piante e terriccio hanno introdotto nel Regno Unito molte specie aliene causando gravi danni agli ecosistemi locali con pesanti risvolti economici

di Emanuele Isonio

 

356.000 tonnellate per un valore di quasi 1,2 miliardi di sterline. A tanto ammontano le importazioni nel Regno Unito di piante e terriccio durante il 2021. E di queste, 287.000 tonnellate provenivano dall’Unione europea. Ma, insieme ad esse, anno dopo anno, sono arrivati nel Paese un grande numero di insetti, microrganismi (come batteri, funghi e virus) oltre a semi di piante estranee all’habitat locale. Un pericolo ambientale, perché le specie invasive sono considerate uno dei primi cinque fattori del declino della biodiversità. Risultato: il Regno Unito appartiene al club dei Paesi in cui è maggiore la perdita di specie autoctone.

Da qui la proposta: vietare l’importazione di suolo straniero per cercare di arginare ulteriori danni agli ecosistemi locali. Ad avanzare la richiesta è il Wildlife and Countryside Link (WCL), la più grande coalizione ambientale britannica, che riunisce 76 organizzazioni.

Quali sono i fattori principali di perdita della biodiversità? FONTE: Encyclopedia Britannica.

Quali sono i fattori principali di perdita della biodiversità? FONTE: Encyclopedia Britannica.

Un problema ambientale ed economico

I promotori dell’iniziativa ricordano che, da quando è stata ufficializzata la Brexit, l’Unione europea non permette più al Regno Unito di importare terra nel continente, né direttamente né in contenitori di piante in vaso, proprio per prevenire la contaminazione della fauna locale. Ma, oltre a questo, c’è un problema economico non di poco conto, connesso con i danni agli ecosistemi causati dalle specie aliene contenute in piante e suolo importato.

“Il costo economico delle specie invasive supera i 2 miliardi di sterline all’anno, con un impatto sul trasporto navale, sui fiumi, sulle attività ricreative, sul legname e persino sull’industria del gin. Vietare le importazioni di terra è una scelta di buon senso economico ed è vitale per il recupero della natura” commenta Joan Edwards, director of Policy & Public Affairs presso The Wildlife Trusts.

Frassini inglesi a rischio estinzione

Uno degli esempi più allarmanti, secondo il gruppo di associazioni, è quello dei frassini: già oggi sono duramente attaccati dall’Hymenoscyphus fraxineus, un fungo ascomiceto registrato per la prima volta nel Regno Unito nel 2012, probabilmente introdotto tramite l’importazione di alberelli dall’Asia Orientale. Secondo il WCL, questo fungo causerà la morte del 95% dei frassini inglesi. Un’analisi svolta da ricercatori dell’università di Oxford stima inoltre che i costi di bonifica e i servizi ecosistemici persi (come la purificazione dell’acqua, dell’aria e il sequestro di carbonio) ammonteranno a 15 miliardi di sterline.

Ma quello dell’Hymenoscyphus fraxineus è solo uno dei tanti esempi di specie pericolose contenute nel suolo importato: il verme piatto della Nuova Zelanda (Arthurdendyus triangulatus), che si nutre di lombrichi e ne ha ridotto le popolazioni del 20%, è probabilmente arrivato nel Regno Unito negli Anni ’60 attraverso terreni e compost importati. La perdita di lombrichi ha un impatto negativo sulla salute del suolo, sulla produttività agricola e sulla fauna selvatica autoctona come le specie di uccelli, con un costo economico di decine di milioni di sterline all’anno. La coccinella arlecchino (Harmonia axyridis) è invece giunta nel 2004 insieme a frutta e piante, riducendo di circa due terzi il numero di coccinelle autoctone.

Molti altri pericoli all’orizzonte

Oltre ai danni economici e ambientali causati dalle specie invasive già stabilite, il WCL segnala i pericoli di altre specie che potrebbero presto arrivare se tarderanno gli interventi per ostacolarle. Tra loro, il coleottero giapponese, le cui larve vivono nel suolo e potrebbero essere facilmente trasportate accidentalmente insieme alle piante. Questi coleotteri hanno causato gravi danni in alcune parti del Nord America, a piante tra cui melo, betulla, tiglio e rosa.

“Bastano una o due uova oppure poche spore nascoste nei suoli importati per introdurre organismi che possono devastare i nostri ecosistemi” spiega Richard Benwell, amministratore delegato di WCL. “Una volta che hanno attecchito, è difficile fermare la diffusione del danno. Ecco perché la prevenzione è possibile e molto più conveniente”.