21 Luglio 2025

Gli alberi che non c’erano: una nuova mappa svela le piante invisibili dei tropici

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Una ricerca internazionale riconsidera la presenza degli alberi nelle regioni tropicali. Fino a oggi ignorata una pianta su sei. E, con essa, i relativi benefici ecologici

di Matteo Cavallito

Gli studi sulla distribuzione degli alberi nelle regioni tropicali del Pianeta avrebbero fin qui ignorato una quota significativa della copertura arborea totale. Lo afferma uno studio pubblicato su Nature Communications che ha coinvolto diverse istituzioni di ricerca tra cui il Laboratorio francese di scienze climatiche e ambientali (LSCE), l’Università di Copenaghen, l’Unità di ecologia globale spagnola (CREAF-CSIC-UAB), l’Università Humboldt di Berlino, gli atenei di Chittagong e Tsinghua e l’Università Cinese di Geoscienze di Pechino.

Attraverso un’analisi ad alta risoluzione e l’utilizzo di algoritmi di apprendimento automatico, i ricercatori hanno mappato l’andamento della presenza arborea nell’area nello spazio di otto anni. Grazie alla maggiore precisione della rilevazione, lo studio ha permesso quindi di individuare anche gli alberi sparsi in ambienti agricoli, urbani o semi-aridi, ovvero quelle zone che le precedenti indagini tendevano a ignorare. I risultati sono stati sorprendenti.

Il 17% degli alberi c’è ma non si vede

Nell’elaborare immagini satellitari con una risoluzione inferiore ai 5 metri e un’accuratezza superiore al 97%, lo studio si è concentrato sulla fascia pan-tropicale – che comprende l’America Centrale e Meridionale, l’Africa subsahariana, il Sud-est asiatico e le isole del Pacifico – nel periodo compreso tra il 2015 e il 2022. In questo modo gli autori hanno potuto produrre una mappa aggiornata scoprendo, in particolare, come oltre la metà (53,37%) della copertura totale si trovi fuori dalle foreste tradizionali: ovvero nei pascoli, nei campi coltivati, nelle città e persino nei deserti.

L’indagine ha fatto emergere inoltre la presenza aggiuntiva di alberi precedentemente trascurata che, secondo le stime, coprirebbe un totale di 395,9 milioni di ettari, pari al 17,31% della copertura tropicale.

Ma dove si trovano queste piante “invisibili”? Secondo i ricercatori le aree più trascurate sono i pascoli e gli arbusteti, dove la copertura non rilevata raggiunge il 15% circa. Seguono i terreni agricoli, con un 2,15% di alberi sfuggiti alla rilevazione. A livello continentale, l’Africa mostra il valore più alto di copertura arborea precedentemente non rilevata (previously undetected tree cover – PUTC) nei pascoli: con oltre il 26%. In Asia, invece, il valore più alto di alberi non visti si registra nelle zone agricole (4,41%).

The grid type with the highest proportion of PUTC is shrub/grassland grid (15.11%), followed by cropland (2.15%), bare land/desert (0.40%), and built-up area grid (0.08%). Source: Liu, S., Zhang, J., Wang, L. et al. Mapping previously undetected trees reveals overlooked changes in pan-tropical tree cover. Nat Commun 16, 5561 (2025). https://doi.org/10.1038/s41467-025-60662-z Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International CC BY-NC-ND 4.0 Deed

Il tipo di ambiente con la più alta proporzione di copertura arborea precedentemente non rilevata è quello che include arbusti e praterie (15,11%), seguito da terreni coltivati (2,15%), terra nuda/deserto (0,40%) e aree edificate (0,08%). Fonte: Liu, S., Zhang, J., Wang, L. et al. Mapping previously undetected trees reveals overlooked changes in pan-tropical tree cover. Nat Commun 16, 5561 (2025). https://doi.org/10.1038/s41467-025-60662-z Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International CC BY-NC-ND 4.0 Deed

Benefici ecologici sottovalutati

Le implicazioni dello studio sono notevoli. A oggi, osservano in pratica gli autori, le mappe realizzate per le zone tropicali ignorano di fatto 1 albero su 6. Questo determina una sottostima non solo della copertura effettiva ma anche dei benefici associati alla presenza delle piante come il sequestro di carbonio, la biodiversità e la mitigazione climatica relativa al potere di ombreggiamento. Tale sottovalutazione, a sua volta, ostacola il monitoraggio delle emissioni, l’analisi delle dinamiche ecologiche e la definizione delle politiche di conservazione e ripristino.

Per proteggere gli alberi dei tropici e il loro ruolo essenziale, insomma, occorre guardare oltre le aree forestali assumendo un approccio più efficace e versatile.

La strategia di indagine tradizionale, che si basa su definizioni rigide di “foresta”, rischia infatti di non cogliere la realtà di paesaggi misti. “La priorità è valutare in modo coerente tutte le risorse arboree e forestali nei vari Paesi e nel tempo”, spiega lo studio. “Spostare l’attenzione sui singoli alberi permetterebbe di ottenere un quadro più accurato e universalmente applicabile per la valutazione delle risorse forestali”.

La copertura ai tropici segna meno 61 milioni di ettari

Costruendo una nuova mappatura ad alta risoluzione, lo studio ha permesso di calcolare l’andamento della presenza degli alberi per il periodo 2015–2022. In questa fase “L’area della copertura arborea nella rete pan-tropicale è diminuita del 2,67% circa ovvero di 61,05 milioni di ettari, con le aree forestali e non forestali che contribuiscono rispettivamente al 63,93% e al 36,07%”. Nel dettaglio l’area ha registrato una perdita lorda di oltre 67 milioni di ettari, pari a quasi il 3% della copertura arborea tropicale, evidenziando, per contro, una presenza di nuovi alberi per poco meno di 6,2 milioni di ettari.

Il peso maggiore della perdita netta si è concentrato in Brasile, Indonesia e Repubblica Democratica del Congo. Le attività umane sono risultate il motore principale della diminuzione della presenza arborea, sulla spinta, in particolare, del disboscamento e della conversione dei terreni. A contribuire agli aumenti della copertura, invece, è stata soprattutto la crescita delle precipitazioni, osserva lo studio.