18 Gennaio 2024

L’Altopiano del Tibet influenza le piogge estive nel nord-est della Cina

,

La fonte di calore dell’Altopiano del Tibet rafforza il trasporto di vapore acqueo determinando piogge eccessive nella Cina nord-orientale

di Matteo Cavallito

 

L’Altopiano del Tibet agisce da sempre come regolatore delle precipitazioni estive nella Cina meridionale. Tale effetto, osservano ora gli scienziati, si manifesterebbe però anche nella parte nord-orientale del Paese sulla spinta di un fattore decisivo: l’umidità del suolo. A sostenerlo è una recente ricerca pubblicata sulla rivista Advances in Atmospheric Sciences.

Lo studio, rileva Han Yizhe, ricercatore e principale autore in una nota diffusa dai ricercatori, svela i meccanismi alla base delle piogge nei mesi più caldi e contribuisce a migliorare la previsione scientifica di queste ultime nella regione.

La fonte di calore atmosferico

Il lavoro, a cura dei ricercatori dell’Istituto di Fisica Atmosferica dell’Accademia Cinese delle Scienze, si concentra sulla cosiddetta fonte di calore atmosferico (Atmospheric Heat Source o AHS) e prende in esame i dati rilevati dal 1961 al 2020.

In primavera, spiega la ricerca, “la fonte di calore dell’altopiano tibetano potrebbe rafforzare il trasporto di vapore acqueo verso la Cina orientale e portare a precipitazioni eccessive nella regione della Valle del Fiume Giallo e della Cina settentrionale. In questo modo, l’umidità del suolo aumenta, regolando le condizioni termiche locali e riducendo la temperatura della superficie e il calore sensibile”.

L’effetto memoria dell’umidità del suolo

E non è tutto: “A causa della memoria dell’umidità del suolo, il minor calore sensibile primaverile nella regione può durare fino a metà estate”.

Questo fenomeno “riduce il contrasto termico terra-mare e indebolisce i venti meridionali sulla regione Asia orientale-Pacifico occidentale e le attività convettive sul Mar Cinese Meridionale e sul Pacifico occidentale tropicale”. Alterando la circolazione atmosferica nella regione dell’Asia orientale-Pacifico, infine, il medesimo fenomeno “porta a un’anomalia ciclonica e a eccessive precipitazioni estive sulla Cina nordorientale”.

L’Altopiano del Tibet è al centro di diversi fenomeni

L’Altopiano del Tibet è considerato da tempo un attore chiave nell’ambito dei complessi fenomeni che regolano il clima del Pianeta. Qualche tempo fa una ricerca a cura di un gruppo di scienziati della Beijing Normal University pubblicata sulla rivista Nature Climate Change ha evidenziato l’importanza di quella complessa rete di interazioni tra atmosfera, oceani, terra, ghiaccio e biosfera che interessa diverse aree del mondo.

Quando si manifestano in una certa regione del Pianeta, sottolineavano i ricercatori, è possibile che alcuni fenomeni critici inneschino di riflesso determinati effetti  in un’altra area collegata.

Analizzando un numero enorme di misurazioni orarie della temperatura dell’aria in oltre 65.000 località e operando simulazioni per prevedere cambiamenti climatici futuri, gli autori avevano descritto in termini matematici queste relazioni. I numeri in particolare avevano evidenziato l’esistenza di una connessione evidente tra le temperature anomale registrate in Amazzonia e in Tibet negli ultimi 40 anni.