18 Aprile 2024

La siccità altera la ripresa post incendi negli USA

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I dati satellitari della NASA rivelano come la siccità abbia ostacolato la ripresa dagli incendi nell’Ovest degli Stati Uniti. Con il rischio di creare danni permanenti per il suolo

di Matteo Cavallito

 

Favorita dal cambiamento climatico, la siccità determina la crescita dell’intensità e della frequenza degli incendi attraverso l’accumulo di materiale combustibile come rami e foglie secche. Ma quantificare l’effetto congiunto dei due fenomeni sugli ecosistemi si è rivelato difficile. L’uso dei dati satellitari della NASA, sostengono però alcuni ricercatori americani, potrebbe svelare queste dinamiche. Evidenziando come la siccità influenzi il recupero degli ecosistemi dagli incendi.

Ripresa a rischio anche dopo gli incendi meno gravi

Nel corso dello studio, pubblicato sulla rivista Nature Ecology & Environment, i ricercatori dell’Agenzia spaziale USA hanno analizzato oltre 1.500 incendi nell’Ovest degli Stati Uniti dal 2014 al 2020 raccogliendo anche dati sulle condizioni di siccità risalenti al 1984. I dati, si legge nella ricerca “mostrano che le ecoregioni dominate da praterie e cespugli sono più suscettibili alla siccità, che amplifica la diminuzione dell’evapotraspirazione indotta dagli incendi e, di conseguenza, sposta la ripartizione del flusso idrico”.

Al contrario, “le foreste severamente danneggiate dagli incendi si riprendono lentamente o in modo incompleto, ma sono meno sensibili agli eventi siccitosi estremi. Ne deduciamo che la limitazione dell’umidità causata dalla siccità influenza la dinamica del recupero del bilancio idrico negli anni successivi all’incendio.”.

“Molte praterie dell’Ovest sono soggette a incendi di bassa gravità”, ha dichiarato, ripreso da una nota, Shahryar Ahmad, co-autore dello studio e ricercatore presso il Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland. “Questo studio dimostra che anche questi incendi possono innescare una lenta ripresa in questi ecosistemi se accompagnati da una precedente siccità”.

Da incendi e siccità anche danni permanenti per il suolo

Secondo gli autori, quando gli ecosistemi non hanno abbastanza tempo per riprendersi prima di un’altra siccità o di un incendio possono andare incontro a cambiamenti permanenti nei tipi di piante che vi crescono. Questo fa aumentare il rischio di erosione e di frane alterando i modelli abituali di deflusso nei corsi d’acqua e nei laghi. Ed è qui che entra in gioco la tecnologia satellitare.

Sfruttando i dati resi disponibili del programma Landsat, una partnership tra la NASA e il Servizio geologico degli Stati Uniti, gli autori hanno potuto esaminare l’andamento dell’evapotraspirazione del suolo prima e dopo gli incendi.

Il monitoraggio di questo fenomeno ha consentito di valutare se e quanto i diversi ecosistemi si fossero ripresi dopo le fiamme. “I nostri risultati evidenziano la forte capacità della siccità di alterare la resilienza della vegetazione agli incendi, con implicazioni critiche per la stabilità degli ecosistemi terrestri di fronte ai cambiamenti climatici di origine umana nelle regioni occidentali.”, spiegano gli autori.

Dopo un incendio persi due km cubi d’acqua

Semplificando, una ripresa faticosa può portare a cambiamenti potenzialmente duraturi non solo nelle comunità vegetali, ma anche nelle dinamiche idriche locali e regionali. I ricercatori, sottolinea la nota, hanno scoperto che i gravi incendi danneggiano le piante a tal punto da ridurre notevolmente l’evapotraspirazione negli anni successivi. Così, invece di evaporare nell’atmosfera, una maggiore quantità d’acqua affonda nel terreno e rischia di perdersi attraverso il ruscellamento.

“Un maggiore deflusso significa meno acqua a disposizione per il recupero dell’ecosistema o per l’agricoltura.”, sottolinea la nota.

Per questo, a maggior ragione nel quadro del cambiamento climatico,  “la comprensione di questi cambiamenti è fondamentale per lo sviluppo di strategie di gestione più efficaci delle risorse e per garantire la sicurezza idrica alle generazioni future”. Esaminando quasi 800 incendi dal 2016 al 2018, in particolare, i ricercatori hanno stimato che le ecoregioni oggetto di studio nell’ovest degli Stati Uniti abbiano perso in media due chilometri cubi di acqua nel primo anno dopo un incendio.