9 Luglio 2024

Italia fragile, un’app per scoprire se la tua casa è in zona a rischio

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L’ISPRA ha presentato la piattaforma IdroGEO: permette di scoprire l’esposizione al rischio idrogeologico della propria casa o azienda. Uno strumento utile per cittadini, imprenditori e operatori finanziari. Oltre 2 milioni di edifici e 700mila imprese sono in aree ad alta pericolosità

di Emanuele Isonio

 

Che l’Italia non sia un Paese facile dal punto di vista idrogeologico non è certo una novità, anche per i comuni mortali. Ma poter vedere in prima persona se la propria casa o l’azienda per cui si lavora è collocata in una zona ad alta pericolosità potrebbe servire ad ad aprire gli occhi a molti che ancora sottovalutano i numeri del fenomeno.

7 milioni di abitanti in zone a rischio

Oltre 1 milione e 300mila abitanti e quasi 548mila famiglie vivono in zone a rischio frane e quasi 7 milioni di abitanti in aree soggette ad alluvione. Gli edifici italiani collocati nelle aree più esposte al rischio idrogeologico superano i 2 milioni e 115 mila. Ad essi si aggiungono 727mila imprese. Di quest’ultime, oltre 84 mila ricadono nelle aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata, con oltre 220mila addetti esposti a rischio; più di 640mila imprese sono ubicate in aree a pericolosità per alluvioni nello scenario medio.

Per capire in quale categoria è collocata la propria casa, da oggi è disponibile uno strumento gratuito e accessibile a tutti. A idearla è l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). La piattaforma si chiama IdroGEO: inserendo il proprio indirizzo di casa o di lavoro o geolocalizzandosi, permette di sapere se si è in zone a rischio.

L'interfaccia della piattaforma IdroGEO. FONTE: Ispra

L’interfaccia della piattaforma IdroGEO. FONTE: Ispra

Le funzioni di IdroGEO

Ma questa è solo una delle funzioni di questa piattaforma, pensata per fornire dati e servizi sempre più vicini a cittadini aziende e operatori finanziari. “Questi dati e le nuove funzioni della Piattaforma – spiegano dall’Ispra in una nota – sono fondamentali per aumentare la consapevolezza del cittadino e assumono un ruolo sempre più rilevante anche in materia di finanza sostenibile e per la valutazione e gestione dei rischi finanziari (di credito, di mercato, operativo) legati all’impatto economico, dovuto ai sempre più frequenti eventi estremi per effetto dei cambiamenti climatici. Tali informazioni sono di grande interesse per il mondo delle assicurazioni, soprattutto dopo l’introduzione dell’obbligo assicurativo per le imprese contro i rischi derivanti da eventi catastrofali”.

La piattaforma IdroGEO, infatti, fornisce informazioni armonizzate di primo livello sulla pericolosità per frane e alluvioni sull’intero territorio nazionale, restituendo per un luogo di interesse un report con le classi di pericolosità. A partire da tale screening preliminare, è possibile per le imprese procedere, in presenza di aree a pericolosità, ad un’analisi di rischio di secondo livello, cioè più dettagliato, per valutare la vulnerabilità del bene (tipologia costruttiva) e le condizioni locali di pericolosità (es. altezza idrica nello scenario di riferimento alluvioni, volume/velocità della frana). IdroGEO presenta inoltre gli Itinerari e storie sulle frane più importanti censite sul territorio nazionale e la navigazione della mappa in 3D.

Quasi un quinto dell’Italia in aree a pericolosità maggiore

Ma IdroGEO non è pensata solo in funzione di fornire dati utili per una casa o un’azienda. Contiene infatti informazioni sulla pericolosità associata a frane, alluvioni dell’intero territorio italiano. Secondo gli ultimi dati ufficiali dell’ISPRA, su una superficie nazionale di 302.068 km2, il 18,4% è mappato nelle classi a maggiore pericolosità per frane e alluvioni (55.609 km2). Degli oltre 213 mila beni architettonici, monumentali e archeologici presenti in Italia, quelli potenzialmente soggetti a fenomeni franosi nelle aree a pericolosità elevata sono oltre 12mila. Raggiungono complessivamente le 38.000 unità se si considerano anche quelli ubicati in aree a minore pericolosità.