1 Marzo 2024

Business as usual: la Scozia brucia le torbiere come 50 anni fa

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La pratica del "muirburn" sulle torbiere crea un enorme danno ambientale. FOTO: Rosser1954 CC 4.0

L’abitudine di bruciare le torbiere per stimolare la crescita di erba e vegetazione non accenna a diminuire. Dal 2017 esiste un Codice di condotta volontario che ha dimostrato di non funzionare. Una legge in discussione al Parlamento scozzese potrebbe finalmente cambiare le cose

di Emanuele Isonio

 

Il termine chiave da tenere a mente è “muirburn“. Una pratica che, in Scozia, affonda le proprie radici in una tradizione secolare che accomuna proprietari terrieri e allevatori di bestiame. Quella parola indica la tradizione di bruciare le brughiere scozzesi, nei mesi che vanno da ottobre a metà aprile. In questo modo, si stimola la crescita di nuova erba e dell’erica viola che, punteggiando le dolci colline e i pendii, è ormai diventata uno dei simboli della Scozia. In questo modo, si producono le basi dell’alimentazione dei galli cedroni (che poi possono essere preda dei cacciatori) e delle pecore che pascolano su quei terreni ma si riduce allo stesso tempo il rischio di incendi incontrollati a causa del materiale presente a terra. Il problema sorge però quando questa tecnica viene applicata alle torbiere. Così facendo infatti, si causa un pericoloso aggravamento della crisi climatica.

 

Nelle torbiere il doppio del carbonio stoccato nelle foreste

Il motivo è presto detto: una torbiera in buona salute è un terreno umido e spugnoso costituito da materiale vegetale parzialmente decomposto: la torba, appunto. Al suo interno riesce a trattenere quantità impressionanti di carbonio, contribuendo a non farlo rilasciare in atmosfera.

A livello mondiale, le torbiere immagazzinano il doppio del carbonio rispetto a tutte le foreste messe insieme. E la Scozia, da sola, ospita il 7% delle torbiere europee: in tutto esse immagazzinano 1,7 miliardi di tonnellate di carbonio. Una cifra pari a 140 anni di emissioni di gas serra della Scozia.

La distribuzione delle torbiere in Europa. FONTE: JRC Commissione Europea.

La distribuzione delle torbiere in Europa. FONTE: JRC Commissione Europea.

Il degrado delle torbiere favorisce le inondazioni

Ecco perché la loro conservazione è di cruciale importanza nello sforzo di ridurre le emissioni di gas serra in atmosfera. Le torbiere danneggiate dagli incendi rilasciano infatti il carbonio sequestrato e contribuiscono in maniera rilevante al riscaldamento terrestre. Non solo: il muirburn comporta che la torbiera sia in grado di trattenere meno acqua. La pioggia quindi si riversa nei corsi d’acqua in modo più veloce e senza incontrare ostacoli, aumentando così l’entità e la frequenza delle inondazioni a fondo valle.

La gestione sostenibile dei terreni torbosi è quindi un’esigenza cruciale. Per riuscirci è innanzitutto necessario capere quanto sono ancora frequenti le azioni che li danneggiano, a partire dal muirburn.

L’analisi dell’università di Leeds

È quanto ha fatto il professor Dominick Spracklen, docente di Interazioni biosfera-atmosfera all’università di Leeds. “Abbiamo effettuato la prima valutazione degli incendi nelle brughiere scozzesi negli ultimi 38 anni utilizzando le immagini dei satelliti Landsat della Nasa” ha spiegato Spracklen in un articolo pubblicato su The Conversation. “Questi satelliti scattano immagini dell’intero pianeta a intervalli di pochi giorni dagli anni ’80. Gli incendi lasciano una cicatrice da ustione visibile in queste immagini. Attraverso un’attenta analisi, possiamo mappare le aree bruciate e monitorare i cambiamenti negli incendi nel tempo”.

La scoperta del team di ricerca di Leeds è certamente preoccupante. “Tra il 1985 e il 2022 l’area di brughiera bruciata è aumentata, anche se non di molto. La nostra analisi suggerisce che oggi si stanno verificando tanti incendi quanto quasi quattro decenni fa”.

Per arrivare al risultato, Spracklen ha utilizzato le mappe relative ai terreni con i suoli torbosi più profondi, pari ad almeno 50 centimetri. Sono loro infatti ad immagazzinare la maggiore quantità di carbonio. Sovrapponendo queste mappe con quelle nuove relative ai muirburn.

“Abbiamo scoperto che gli incendi delle torbiere scozzesi sono diffusi. Quasi un terzo di tutte le brughiere incendiate in Scozia avviene nelle torbiere. Ogni anno vengono bruciati in media 1.900 ettari di torbiere”.

Il fallimento delle norme volontarie

Un fenomeno diffuso e sostanzialmente incontrollato, dalle conseguenze allarmanti. Da tempo esisterebbe il Codice Muirburn, ideato dall’Agenzia scozzese per la Natura con l’obiettivo di fornire delle linee guida ai proprietari terrieri. Nel 2017 il codice è stato rivisto proprio per suggerire di non bruciare le torbiere. Ma, nonostante tutto, la quantità di incendi nelle torbiere non è diminuita. D’altro canto, l’adesione al codice è volontaria e al momento non è prevista alcuna sanzione per chi lo viola.

Il Muirburn Code ha dimostrato di non riuscire a frenare gli incendi volontari nelle torbiere scozzesi. FOTO: Scotland's Nature Agency.

Il Muirburn Code ha dimostrato di non riuscire a frenare gli incendi volontari nelle torbiere scozzesi. FOTO: Scotland’s Nature Agency.

La speranza in una nuova legge

Qualcosa, in termini legali, potrebbe cambiare con l’introduzione di un nuovo disegno di leggeWildlife Management and Muirburn Bill – che imporrebbe licenze per bruciare le brughiere e limiterebbe gli incendi nelle torbiere. A novembre, il Parlamento scozzese ha approvato i principi generali e attualmente sono in discussione una serie di emendamenti presentati dai diversi parlamentari. Una fase ovviamente cruciale, perché le modifiche al testo originario potrebbero rafforzarne – o al contrario indebolirne – l’efficacia.

“I nostri dati – è l’auspicio del team di ricerca britannico – dovrebbero orientare il dibattito sugli incendi delle torbiere all’interno del parlamento scozzese. Evidenzia la portata del problema e dimostra che le linee guida volontarie per controllare gli incendi non funzionano. Esortiamo i legislatori scozzesi a sviluppare una legislazione solida per prevenire ulteriori danni”.

I contrari alle nuove norme sottolineano invece che il muirburn aiuterebbe a ridurre il rischio di incendi incontrollati. Ma, ricorda il professor Spracklen “una delle ragioni principali per cui le torbiere sono suscettibili agli incendi è in primo luogo che sono state prosciugate e in alcuni casi sfruttate eccessivamente dal bestiame, creando torba secca e infiammabile”.

Il valore economico del ripristino delle torbiere

Esistono tra l’altro metodi alternativi per far diminuire il rischio di incendi senza ricorrere al muirburn. Ad esempio, si possono ripristinare le torbiere bloccando i fossati che le drenano e bagnado nuovamente i terreni. In questo modo, la torba umida avrebbe minore probabilità di bruciare, anche perché la vegetazione soprastante crescerebbe con maggiore difficoltà.

Un modo senz’altro più coerente con l’obiettivo, fissato dal governo scozzese nel proprio Piano sul cambiamento climatico, di ripristinare almeno 250mila ettari di torbiere degradate entro il 2030. L’iniziativa, ispirata da motivi ambientali, avrebbe anche un impatto decisamente positivo a livello economico: se si riuscisse a ripristinare il 20% delle torbiere scozzesi, i servizi ecosistemici riattivati (stoccaggio di carbonio, qualità delle acque e miglioramento degli habitat della fauna selvatica) avrebbero un valore compreso tra 80 e 288 milioni di sterline.