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“I leader alla COP27 avviino il ripristino degli ecosistemi terrestri”
16 Novembre 2022

“I leader alla COP27 avviino il ripristino degli ecosistemi terrestri”

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La richiesta è stata avanzata durante i lavori della COP27 di Sharm el Sheik da una coalizione internazionale di 110 membri, tra enti di ricerca, ONG e associazioni di agricoltori. “Suolo sano è uguale a cibo sano, persone sane, pianeta sano”

di Emanuele Isonio

 

Riconoscere, affermare e sostenere gli sforzi per incoraggiare gli agricoltori verso pratiche di gestione della terra che costruiscano un suolo sano. Destinatari dell’invito: i leader politici riuniti alla COP27 di Sharm El Sheik in Egitto. La richiesta arriva da 110 associazioni ambientaliste, organizzazioni di agricoltori e ONG, riunite nella Coalition of Action 4 Soil Health (CA4SH). La piattaforma, lanciata al Summit delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari nel 2021, ha preparato una risoluzione urgente sulla salute del suolo invitando i governi ad approvarla ed emetterla pubblicamente durante l’attuale Conferenza sul Clima. Un passaggio essenziale per iniziare a colmare il divario di attenzione di cui sono stati vittime finora i suoli mondiali rispetto ad altre emergenze ambientali globali.

Un fatto particolarmente simbolico evidenzia questo gap: la COP27 di Sharm El Sheik è la prima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ad ospitare un padiglione espressamente dedicato ai sistemi alimentari e all’impatto del suolo malato sui servizi ecosistemici.

“Suolo sano, cibo sano, persone sane”

“Ricordiamolo sempre: il suolo è il fondamento assoluto della vita sulla Terra”, spiega Leigh Ann Winowiecki, scienziato dei sistemi del suolo al Center for International Forestry Research – World Agroforestry (CIFOR-ICRAF). “Sebbene sia la base stessa dei sistemi alimentari del mondo, nonché il terzo più grande serbatoio di carbonio, il suolo però non è mai stato ufficialmente riconosciuto alla COP”.

La distribuzione globale del potenziale di sequestro di carbonio nei terreni adibiti a pascolo, Henderson al. 2015. Immagine: FAO 2022 AttributionNonCommercial-ShareAlike 3.0 IGO licence (CC BY-NC-SA 3.0 IGO)

Ma quella del CIFOR è solo uno dei partner illustri della coalizione CA4SH. Di essa fanno infatti parte la Ohio State University (rappresentata dal vincitore del World Food Prize, Rattan Lall, l’Inter-American Institute for Cooperation on Agriculture, il WWF e l’UNCCD (Convenzione Onu contro la desertificazione).

“Suolo sano è uguale a cibo sano, persone sane, un pianeta sano” ammonisce Lall. Ma i benefici ecosistemici garantiti dal suolo si stanno erodendo rapidamente, ricordano i firmatari della proposta di risoluzione. Il Pianeta Terra sta perdendo 24 miliardi di tonnellate di terriccio fertile ogni anno a causa di pratiche insostenibili di gestione del suolo che provocano degrado, erosione, salinizzazione, compattazione, acidificazione e accumulo di inquinamento chimico.

Fermare un costo globale di $10mila miliardi all’anno

“Il suolo offre tanto al mondo” ricorda Winowiecki.”Un suolo sano è di fondamentale importanza per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, il ripristino dell’ecosistema, il cibo, la nutrizione e la sicurezza”. Molti dei nutrienti significativi negli alimenti sono disponibili solo perché provengono dal suolo. Gestire quest’ultimo esclusivamente sulla base della resa può aumentare i rischi per la salute umana e ambientale.

“Spesso non facciamo il collegamento che quei nutrienti provengono effettivamente dal suolo. Se non è disponibile nel terreno, le banane, ad esempio, non saranno più ricche di potassio. Realizzare quel collegamento tra suolo sano e cibo nutriente è fondamentale, ma dobbiamo anche adottare un approccio globale”.

D’altro canto, la scelta di proseguire sulla strada percorsa finora non è un’alternativa ipotizzabile, anche volendo considerare solo l’aspetto economico. “Il degrado del suolo ha compromesso la vita di oltre tre miliardi di persone e costa all’economia globale oltre 10mila miliardi di dollari all’anno” ricorda il documento.

Germania, Italia e Francia, hanno accumulato da sole quasi 300 miliardi di euro di danni da eventi climaticie metereologici estremi. Immagine: EEA Attribution 2.5 Denmark (CC BY 2.5 DK)

Germania, Italia e Francia, hanno accumulato da sole quasi 300 miliardi di euro di danni da eventi climaticie metereologici estremi. Immagine: EEA Attribution 2.5 Denmark (CC BY 2.5 DK)

Il contenuto della proposta di risoluzione

Secondo la Coalizione CA4SH migliorare la salute del suolo non è possibile se non si rimuovono quelle barriere politiche, tecnologiche ed economiche che spingono gli agricoltori a ridimensionare l’adozione delle corrette pratiche di gestione dei terreni agricoli. Per questo, tra i compiti che si è data, c’è quello di guidare e catalizzare investimenti pubblici e privati in favore di azioni che dimostrino, dati alla mano, di contrastare il degrado dei suoli e favorire biodiversità, produttività e rendimenti socioeconomici dei contadini.

Nella risoluzione proposta ai governi presenti alla COP27, le realtà aderenti a CA4SH sollecitano il riconoscimento della salute del suolo come risorsa vitale che svolge un ruolo centrale nell’affrontare alcune delle sfide più urgenti: dalla sicurezza alimentare al cambiamento climatico allo sviluppo economico inclusivo. “Gli Stati devono cooperare a livello internazionale per invertire i processi di degrado del suolo”. Il documento invita quindi i leader politici a incentivare tecniche di agricoltura rigenerativa, inclusa la coltivazione di alberi e colture in grado sia di soddisfare il bisogno mondiale di cibo nutriente per una popolazione in crescita, sia di rimuovere il carbonio dall’atmosfera sequestrandolo nel terreno.

I governi mondiali dovrebbero inoltre riconoscere il ruolo dei suoli sani nel fornire un ritorno sull’investimento lungo tutta la catena del valore. “Ciò richiede il riconoscimento dell’importante ruolo degli agricoltori come agenti di cambiamento e innovazione” sottolinea la proposta di risoluzione.