5 Giugno 2023

La diversità ambientale aiuta gli insetti a fronteggiare il climate change

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La ricerca tedesca: gli insetti si adattano al riscaldamento globale con una diversa gestione energetica. Decisiva la diversità dei microhabitat che, tuttavia, sta diminuendo a causa dei cambiamenti di destinazione d’uso del suolo

di Matteo Cavallito

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Il cambiamento climatico influenza i comportamenti degli insetti terrestri come coleotteri, formiche e farfalle impattando sui servizi ecosistemici da essi garantiti al suolo. Lo sostiene una ricerca del Centro tedesco per la ricerca sulla biodiversità integrata (iDiv) e dell’Università Friedrich Schiller di Jena. Costretti a fare i conti con temperature estreme sempre più frequenti, gli esemplari devono ridurre la loro attività o cercare riparo in microhabitat più adatti, la cui diversificazione diventa decisiva.

“Un ecosistema naturale e diversificato offre molti microhabitat che forniscono condizioni climatiche più favorevoli e cibo per gli insetti”, spiegano gli studiosi in una nota diffusa dall’ateneo tedesco. “Ma di fronte ai cambiamenti di destinazione d’uso del suolo, la diversità di questi microhabitat sta diminuendo”. Con evidenti conseguenze sull’impollinazione, la formazione di humus e il miglioramento generale della qualità del terreno.

L’indagine

Per verificare gli effetti dell’aumento delle temperature e della disponibilità di microhabitat sull’attività degli insetti terrestri, gli studiosi hanno analizzato diversi ecosistemi isolati controllando e alterando le condizioni ambientali come luce, nutrienti e umidità. Le specie osservate includono il coleottero, le cimici e i grilli domestici per un totale di 465 insetti.

Per tracciare con precisione i loro movimenti i ricercatori hanno sviluppato un nuovo metodo di tracciamento basato sull’identificazione a radiofrequenza.

Gli studiosi, in particolare, “hanno simulato gli estremi di calore sulla base dei dati registrati dal Deutscher Wetterdienst (il servizio meteorologico tedesco, ndr) nel 2018 e nel 2019″, sottolinea la nota. E ancora: “Le temperature raggiungevano un massimo di 38,7°C. Nelle EcoUnità è stata aggiunta anche la lettiera di quattro diverse specie arboree, separata o ben mescolata”.

Microhabitat diversi mitigano gli effetti del calore

Con l’aiuto del rilevamento a radiofrequenza, i ricercatori hanno scoperto che gli insetti applicano strategie diverse in risposta al calore estremo a seconda delle condizioni del microhabitat. In condizioni di lettiera mista, gli insetti hanno potuto ridurre significativamente la loro attività risparmiando energia e trovando comunque cibo a sufficienza.

Negli ambienti con lettiera fogliare separata, al contrario, gli insetti hanno dovuto muoversi di più per trovare nutrimento.

In questo modo il loro consumo energetico è aumentato, un fenomeno reso ancora più rischioso per via del caldo estremo. Lo studio, quindi, ha evidenziato “l’importanza di habitat e microhabitat diversi”, ha dichiarato Myriam Hirt, ricercatrice e co-autrice della ricerca. “In questo modo, gli effetti del caldo estremo sugli insetti possono essere mitigati in modo significativo”.

Consumo di suolo e inquinamento minacciano gli insetti

I risultati dello studio assumono un significato importante in un contesto problematico per gli insetti. Di recente i ricercatori dell’Università Gutenberg di Magonza, dell’Università Tecnica di Darmstadt e dell’Istituto federale svizzero per la ricerca forestale, neve e paesaggio, hanno parlato di “un crollo globale in corso nelle popolazioni di insetti (…) con conseguenze drastiche per il funzionamento e la stabilità dell’ecosistema”.

A facilitare il fenomeno sarebbero in particolare tre fattori: l’uso del suolo, l’invasione di specie diverse e il cambiamento climatico. In questo modo “gli effetti combinati sulle popolazioni e sulle comunità di insetti possono essere più gravi della somma dei singoli fattori”.