16 Febbraio 2026

In Germania il suolo forestale ha compensato la perdita di carbonio degli alberi durante la siccità

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La scoperta arriva dall’Istituto Thünen: tra il 2018 e il 2020 il terreno delle foreste tedesche ha immagazzinato più carbonio del previsto, controbilanciando quasi per intero le perdite associate alla moria delle piante

di Matteo Cavallito

Gli alberi e il suolo contribuiscono entrambi alla cattura e al sequestro del carbonio. Alcune circostanze, tuttavia, possono limitare lo svolgimento di questa funzione. Nulla di nuovo se non fosse per un particolare inedito: la sorprendente capacità del terreno di compensare la riduzione dello stoccaggio da parte delle piante che si manifesta a seguito di un evento critico.

La scoperta viene dai ricercatori dell’Istituto Thünen per gli Ecosistemi Forestali di Braunschweig, in Germania, che, di recente, hanno esaminato l’impatto della siccità sulle foreste del Paese tra il 2018 e il 2020. Rilevando come il suolo, nell’occasione, sia riuscito a controbilanciare quasi tutte le perdite dell’elemento.

Nuove stime per gli anni della siccità

Gli studiosi del Thünen elaborano da anni i dati forniti a livello locale per redigere un rapporto sulle condizioni e i cambiamenti dei terreni forestali. L’indagine pluriennale, denominata BZE e di cui sarà diffusa nel 2028 la terza edizione, si basa sulle informazioni raccolte in 1900 punti di campionamento per un periodo di tre anni.

Di recente, su indicazione di una équipe internazionale di esperti sulla rendicontazione dei gas serra, l’Istituto ha ricalcolato i dati sullo stoccaggio negli anni della carenza idrica che, ricordano i ricercatori, erano stati caratterizzati da un’importante moria di alberi.

A seguito di questo evento, i resti delle piante – come aghi, foglie e radici fini – si sono accumulate a terra formando una lettiera che si è in seguito decomposta grazie all’azione dei microbi. In questo modo il carbonio è stato esportato nel suolo, un fenomeno piuttosto comune. A sorprendere i ricercatori, tuttavia, è stata la quantità di elemento rilevata nel terreno che è risultata superiore al previsto.

Tra il 2018 e il 2020 il terreno delle foreste tedesche ha immagazzinato più carbonio del previsto, controbilanciando quasi per intero le perdite associate alla moria delle piante. Fonte: © Thünen-Institut press release

Tra il 2018 e il 2020 il terreno delle foreste tedesche ha immagazzinato più carbonio del previsto, controbilanciando quasi per intero le perdite associate alla moria delle piante. Fonte: © Thünen-Institut press release

Alberi e suolo contribuiscono quasi equamente al sequestro di carbonio

“Durante gli anni più secchi, le foreste tedesche hanno perso in gran parte la loro funzione di serbatoi di carbonio”, spiega l’Istituto. “Ora appare evidente come il suolo forestale abbia compensato quasi tutti gli effetti negativi di quel periodo, sostituendosi agli alberi nella funzione di assorbimento”.

In totale, sostengono i ricercatori, la biomassa forestale fuori terra, in Germania, immagazzina una quantità di carbonio non molto superiore a quella contenuta nei suoli forestali (nei primi 30 centimetri di profondità) e nella lettiera: 1 miliardo e 184 milioni di tonnellate contro 936 milioni. In totale si tratta di circa 2,2 miliardi di tonnellate cui contribuiscono anche i 46 milioni di tonnellate misurate nel legno morto.

Il fattore climatico

Gli autori osservano come il sequestro dell’elemento nelle foreste sia quindi influenzato non solo dalle caratteristiche del terreno ma anche dal cambiamento climatico. Ovvero dagli eventi a legati, come la siccità appunto, e dal rialzo delle temperature. Quando queste ultime sono più elevate, in particolare, il suolo assorbe una maggiore quantità di carbonio proveniente da materiale organico. Il quadro però è complesso.

Il processo di assorbimento, rilevano infatti i ricercatori, “rallenta nuovamente dopo pochi anni”. Allo stesso tempo, “nelle aree danneggiate crescono nuove foreste che, a loro volta, immagazzinano più carbonio nella loro biomassa”. I dati, insomma, mostrano che il suolo non assorbe il carbonio dalla biomassa morta a un ritmo costante. Un aspetto di cui si dovrà tenere ora conto nella definizione dei modelli di previsione aggiornati sullo stato delle foreste.