21 Marzo 2025

Obiettivi climatici 2045, le Hawaii si affidano all’agroforestazione

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Un gruppo di ricercatori ha quantificato il potenziale dei sistemi di agroforestazione nelle isole. Ampia la superficie adatta. Il sequestro raggiunge le 125 tonnellate per ettaro. Un valore simile a quello delle foreste native

di Matteo Cavallito

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Nelle Hawaii la conversione delle terre agricole inutilizzate in aree di agroforestazione con l’obiettivo di accrescere la capacità di stoccaggio del carbonio ottimizza i benefici per le comunità locali. È la conclusione di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della locale Università di Mānoa, delle Kamehameha Schools – un sistema scolastico privato locale – e dell’Institute of Pacific Islands Forestry.

Gli autori hanno realizzato interviste con i gestori dei sistemi agroforestali e analizzato la letteratura disponibile sul tema, valutando gli effetti di queste pratiche in diverse zone pluviometriche e su differenti tipi di suolo delle isole.

I vantaggi dell’agroforestazione

L’agroforestazione è una strategia che combina la tutela degli alberi nativi e di altre piante con le coltivazioni agricole. A oggi, spiega la ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports, “i sistemi agroforestali locali e altri multi-strato sono strategie importanti per la conservazione e l’agricoltura. Eppure i servizi ecosistemici da essi garantiti, compresi i benefici del sequestro del carbonio, sono stati fin qui oggetto di scarsa attenzione da parte degli studiosi”.

Per approfondire questi aspetti, i ricercatori hanno esaminato la possibilità di trasformare terre agricole abbandonate in questo tipo di sistemi colturali.

Questo approccio, spiegano in una nota diffusa dall’Università delle Hawaii Mānoa, potrebbe anche contribuire a ridurre i rischi di incendi estremi causati dall’abbandono delle terre agricole, Ma anche far aumentare la produzione alimentare locale e rivitalizzare pratiche native di gestione del suolo. Supportando infine l’obiettivo di neutralità carbonica delle isole entro il 2045.

Oltre 1.500 kmq di suolo disponibile

Grazie alle interviste realizzate e ai modelli analitici impiegati, gli autori hanno potuto delineare scenari futuri sulle aree trasformate in agroforeste multi-strato, oltre a quantificare i potenziali benefici e in termini di sequestro di carbonio. Lo studio ha quindi evidenziato che più di 1.500 kmq di terre agricole non gestite sarebbero tuttora adatti all’agroforestazione alle condizioni climatiche attuali. Si tratta di “circa la metà dei terreni agricoli incolti non gestiti”.

Inoltre, una quota significativa di questo territorio, pari a 1.200 kmq, “è risultata comunque idonea anche in uno scenario di cambiamento climatico caratterizzato da maggiore aridità”.

I modelli di stoccaggio, infine, hanno mostrato che i sistemi agroforestali ripristinati potrebbero immagazzinare tra le 92 e le 125 tonnellate di carbonio per ettaro solo nella vegetazione sopra il suolo. Si tratta, a conti fatti, di un valore paragonabile a quello delle foreste native.

42 milioni di tonnellate di CO2 in meno

Lo studio evidenzia quindi il potenziale delle terre potenzialmente restaurabili con l’agroforestazione (principalmente praterie e cespugli non nativi ma anche terreni agricoli) nel sequestro di carbonio. Una conseguenza della rigenerazione del suolo. “Considerando sia il carbonio in superficie che quello immagazzinato nel suolo, si prevedono saldi positivi in termini di emissioni in oltre un terzo dell’area di ripristino potenziale e un bilancio negativo limitato soltanto al 5% dell’area”, spiega la ricerca.

“Con un potenziale sequestro di carbonio simile o superiore a quello del ripristino delle foreste native, l’agroforestazione rappresenta un’importante strategia”.

Secondo lo studio, in particolare, una transizione completa delle terre verso un sistema agroforestale consentirebbe di ridurre le emissioni di circa 42 milioni di tonnellate di CO2 in 30 anni, un valore equivalente all’impatto di 100 milioni di barili di petrolio, ovvero circa due anni di consumi totali nello Stato delle Hawaii.