17 Ottobre 2024

L’agricoltura conservativa è più forte del cambiamento climatico

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Uno studio cinese evidenzia come in condizioni di riscaldamento l’agricoltura conservativa migliori la produttività aumentando l’apporto di carbonio e stimolando la crescita microbica

di Matteo Cavallito

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L’agricoltura conservativa migliora la salute del suolo e le rese anche di fronte all’aumento della temperatura. A suggerirlo è un esperimento condotto da un gruppo di scienziati che comprende ricercatori della China Agricultural University e di altre istituzioni accademiche internazionali. La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Communications, analizza gli effetti di questo metodo di coltivazione sulle proprietà del suolo, sulla diversità microbica e sulla produttività delle colture in condizioni di riscaldamento.

L’indagine, scrivono gli autori, “fornisce indicazioni sui potenziali benefici dell’agricoltura conservativa per una produzione alimentare sostenibile a lungo termine, poiché un suolo sano migliora la resilienza agli effetti del clima”.

L’agricoltura conservativa

Clima e degrado del suolo sono concetti strettamente correlati. La sicurezza alimentare del Pianeta, ricordano i ricercatori, è messa a dura prova dal riscaldamento globale e dalla crescita della popolazione. Contemporaneamente, il degrado del suolo associato all’agricoltura intensiva ha ridotto la disponibilità di terreni. Tra le opzioni di gestione del territorio per far crescere  la produttività e promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici c’è proprio l’agricoltura conservativa, una soluzione pensata per tutelare la salute del terreno.

“La salute del suolo è un concetto olistico che integra gli aspetti biologici, fisici e chimici, dimostrando la capacità continua del terreno di essere un ecosistema vitale”, spiega la ricerca.

E ancora: “L’agricoltura conservativa prevede una lavorazione ridotta o nulla del terreno, una copertura permanente e rotazioni colturali diversificate ed è applicabile in molti contesti agricoli diversi”. Tra i benefici ambientali c’è l’aumento delle scorte di carbonio organico e della biodiversità. Secondo alcune stime, questa forma di agricoltura sarebbe oggi adottata sul 12,5% dei terreni coltivabili in un terzo dei Paesi del Pianeta.

La ricerca

Lo studio ha valutato gli effetti del riscaldamento sulla salute del suolo e la resa delle colture confrontando il sistema conservativo – caratterizzato quindi dall’uso di una copertura permanente dei residui colturali e dall’assenza di lavorazione del terreno –  e quello di tipo convenzionale (rimozione dei residui  e lavorazione annuale del terreno). Sotto esame anche il contributo del microbioma del suolo.

L’ipotesi era che, con l’aumento della temperatura, l’agricoltura conservativa migliorasse la produttività facendo aumentare l’apporto di carbonio in superficie (grazie ai residui delle colture) e in profondità (a livello delle radici) e stimolando la crescita microbica.

L’esperimento sul campo è durato otto anni ed è stato condotto in una pianura della Cina settentrionale. I ricercatori hanno utilizzato un tipico sistema di rotazione delle colture (grano in inverno, mais in estate) applicando due livelli di calore utilizzando riscaldatori a infrarossi: temperatura ambiente e aumento di 2°C”. I risultati hanno dimostrato l’efficacia dell’agricoltura conservativa.

Il miglioramento della salute del suolo, con un aumento dell'infiltrazione e dello stoccaggio dell'acqua, del ciclo del carbonio e dei nutrienti e dell'attività microbica e i cambiamenti nella diversità fungina hanno contribuito a una maggiore resa delle colture nell'ambito dell'agricoltura conservativa. Immagine: Teng, J., Hou, R., Dungait, J.A.J. et al. Conservation agriculture improves soil health and sustains crop yields after long-term warming. Nat Commun 15, 8785 (2024). https://doi.org/10.1038/s41467-024-53169-6 Attribution 4.0 International CC BY 4.0 Deed

Il miglioramento della salute del suolo, con un aumento dell’infiltrazione e dello stoccaggio dell’acqua, del ciclo del carbonio e dei nutrienti e dell’attività microbica, e i cambiamenti nella diversità fungina hanno contribuito a una maggiore resa delle colture nell’ambito dell’agricoltura conservativa. Immagine: Teng, J., Hou, R., Dungait, J.A.J. et al. Conservation agriculture improves soil health and sustains crop yields after long-term warming. Nat Commun 15, 8785 (2024) Attribution 4.0 International CC BY 4.0 Deed

La salute del suolo e le rese migliorano con il clima

I ricercatori hanno preso in considerazione 17 diverse proprietà che costituiscono un indice aggregato della salute del suolo, il Cornell Soil Health Assessment. Quindi hanno calcolato il punteggio ottenuto in diverse condizioni di gestione (convenzionale o conservativa), profondità e temperatura. “Il punteggio ottenuto con l’agricoltura conservativa è stato superiore del 21,5% e del 7,1% rispettivamente nel confronto con l’agricoltura convenzionale alle profondità di 0-5 cm e di 5-15 cm in condizioni di temperatura ambiente”.

Inoltre, “Il riscaldamento ha amplificato i vantaggi del metodo conservativo su quello convenzionale producendo punteggi superiori rispettivamente del 31,4 e del 10,1% ai due differenti livelli di profondità”.

Infine, l’agricoltura conservativa realizzata in condizioni di riscaldamento ha fatto aumentare la presenza del carbonio organico del suolo e della biomassa microbica caratterizzata da ricchezza fungina con un aumento dell’infiltrazione e dello stoccaggio dell’acqua, del ciclo del carbonio e dei nutrienti. In questo contesto i ricercatori hanno rilevato un aumento del 9,3% della resa del grano in otto anni.