19 Dicembre 2024

La visione artificiale consente di ridurre l’uso degli erbicidi

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Grazie a un sistema di rilevamento alcune macchine agricole offrono l’opportunità di usare meno erbicidi individuando le erbe infestanti e distribuendo i trattamenti in modo mirato

di Matteo Cavallito

 

Attraverso la tecnologia per la visione artificiale i macchinari agricoli possono aiutare gli agricoltori a tagliare l’applicazione degli erbicidi nei terreni limitando così i costi e l’impatto ambientale. È la conclusione di uno studio dell’Università dell’Arkansas pubblicato su Weed Technology, una rivista della Weed Science Society of America (WSSA). L’analisi ha valutato l’efficacia di un sistema di rilevamento montato su una macchina agricola e pensato per garantire una distribuzione capillare del prodotto in alternativa alla dispersione massiccia. La ricerca ha evidenziato un significativo risparmio nell’applicazione del prodotto, ha spiegato in una nota Tristen Avent, ricercatore e principale autore dell’articolo.

La minaccia delle erbe infestanti

“I produttori devono far fronte a pressioni economiche e ambientali per ridurre l’uso di erbicidi mentre la crescente presenza di infestanti resistenti ai prodotti stessi mette a repentaglio le opzioni per un controllo chimico efficace”, afferma lo studio. Al tempo stesso, tuttavia, gli stessi agricoltori sono chiamati ad affrontare il problema delle erbe infestanti che, come noto, “competono con le colture per le risorse, riducendo la resa e l’efficienza del raccolto“. Tra questi, ricordano ancora gli autori, c’è il cosiddetto Amaranthus palmeri, una specie diffusa in Nord America che impatta fortemente sulla produttività.

A evidenziarlo, in particolare, il caso della soia che, nei campi colpiti da questo infestante, registra un calo della resa che può raggiungere  il 32% circa.

In questo contesto gli erbicidi offrono un sostegno importante ma non privo di esternalità negative, sul fronte ambientale e non solo. “Negli Stati Uniti, dal 2017 al 2022, il costo totale di produzione per le aziende agricole a filari è aumentato del 26,6% e i prodotti chimici hanno rappresentato in media il 7,7% della spesa totale“, spiega lo studio. Per questo “con l’aumento dei costi di produzione, i produttori sono alla ricerca di tecnologie per ridurre i costi e migliorare la redditività”.

L’irrorazione mirata è una possibile soluzione

Lo studio si è concentrato sulla tecnologia See & Spray montata su un macchinario agricolo della John Deere, una delle maggiori aziende statunitensi del settore. Il sistema, spiega l’indagine,  “offre l’opportunità di ridurre l’uso di erbicidi individuando le erbe infestanti e spruzzando contemporaneamente i prodotti”. Gli autori hanno condotto gli esperimenti in un biennio in due diverse località – Keiser, nell’Arkansas, e Greenville, Mississippi –  e hanno potuto confrontare i quantitativi dei residui degli erbicidi a seguito delle applicazioni  mirate nel confronto con le dispersioni tradizionali a pioggia sui campi di soia.

“I trattamenti hanno utilizzato erbicidi e dosi coerenti con un’applicazione in pre-emergenza seguita da una somministrazione di dicamba in post-emergenza precoce e da una successiva erogazione di glufosinate”, spiega lo studio. Sono stati valutati diversi sistemi tra cui il metodo di applicazione a pioggia, un sistema misto di applicazioni tradizionali e mirate post emergenza e le sole applicazioni mirate di tutti gli erbicidi.

L’impiego di erbicidi può ridursi di quasi 2/3

In sintesi, “in media, le irrorazioni mirate hanno consentito di risparmiare dal 28,4% al 62,4% sugli erbicidi di post emergenza”, spiega la ricerca. “Sulla base di questi risultati, con specifiche impostazioni della macchina, i programmi di applicazione mirata potrebbero ridurre la quantità di erbicida applicato, fornendo al contempo un controllo delle infestanti paragonabile a quello delle applicazioni tradizionali a pioggia”. E non è tutto.

“La nostra ricerca ha anche dimostrato che le applicazioni mirate della tecnologia di visione artificiale possono essere utilizzate per fornire alcuni benefici alla salute della soia e migliorare la gestione ambientale”, spiegano gli autori.

Gli scienziati, infine, hanno osservato come “l’angolo dell’ugello possa influenzare il potenziale risparmio di erbicidi, con angoli di ugello più stretti che irrorano una superficie minore”.