8 Settembre 2021

Orti urbani e giardinaggio: dalla California le regole d’oro per farli in modo sostenibile

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La pratica del giardinaggio conosce una crescente popolarità esplosa a partire dal 2020. Un hobby rilassante e strumento di tutela della sicurezza alimentare. La gestione degli orti urbani richiede tuttavia attenzione per la limitazione degli sprechi e la cura del suolo

di Matteo Cavallito

 

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Il giardinaggio? Un hobby e una passione. Ma anche una buona pratica capace di offrire “cibo sano e nutriente riducendo la nostra dipendenza dall’agroindustria”. Parola di Kaitlyn Kalua, Policy Manager presso la California Coastkeeper Alliance (CCKA), un’organizzazione ambientalista fondata nel 1999. Un messaggio carico di significato, soprattutto di questi tempi, tra crescente popolarità e ostacoli climatici. In un mondo attraversato dalla pandemia e dall’emergenza climatica, la cura degli spazi verdi personali non rappresenta più un semplice passatempo. Dal giardino al balcone, l’orto – soprattutto urbano – è quasi uno stile di vita. Con numerose e significative implicazioni.

Dai primi lockdown una spinta decisiva per il giardinaggio

“In tutto il mondo le persone si stanno dedicando al giardinaggio, un hobby rilassante e adatto alla famiglia che riduce anche il rischio legato alla sicurezza alimentare, dal momento che le chiusure hanno rallentato il raccolto e la distribuzione di alcuni prodotti” scriveva la Reuters all’alba dell’emergenza Covid. Nel marzo 2020, notava l’agenzia, la società Americana W. Atlee Burpee & Co, storica azienda del settore semi, aveva registrato i livelli di vendita più alti dalla sua fondazione risalente a 144 anni prima. In Russia, nello stesso periodo, gli acquisti nel comparto erano aumentati del 20-30% su base annuale. In Canada e Stati Uniti alcune imprese segnalavano incrementi di vendita a tripla cifra percentuale.

La crescita del tempo passato in casa – una conseguenza delle restrizioni e della diffusione dello smart working – in altre parole stava dando al giardinaggio una spinta mai vista prima. I mesi successivi hanno confermato il trend. La sensazione, insomma, è che il boom di orti urbani et similia possa consolidarsi in modo permanente.

Giardini sostenibili a tutela del clima

La passione globale per il giardinaggio, tuttavia, rischia di scontrarsi con la minaccia climatica. L’ondata di siccità che ha investito gli Stati Uniti nei mesi scorsi, nota Kalua, è un monito all’adozione di buone pratiche di gestione “responsabile” dei nostri spazi verdi. Proprio per questo, prosegue la Policy Manager di CCKA, occorre seguire alcune regole di fondamentale importanza. In primo luogo, ad esempio, occorre ridurre gli sprechi ottimizzando l’irrigazione, che dovrebbe svolgersi esclusivamente la mattina presto o in tarda serata, “innaffiando intensamente e a intervalli meno frequenti, lasciando asciugare il terreno prima di ricominciare”.

orti urbani infografica dati

L’obiettivo: “Preservare la salute del suolo”

Fondamentale, poi, la pacciamatura del terreno con l’utilizzo di materiale organico a struttura fine. Quest’ultimo, spiega, “si decompone lentamente, aumenta la ritenzione idrica, minimizza le erbacce e riduce lo stress delle piante moderando la temperatura del suolo”. La lista dei consigli include la riduzione delle erbacce, che competono con le piante nella cattura di luce solare, sostanze nutritive e acqua. Così come l’invito a lasciar riposare le aiuole per preservare la salute del suolo e a eliminare il prato che, a differenza delle piante autoctone, “sottrae risorse senza restituirle alla natura”.