23 Ottobre 2024

Nonostante le disuguaglianze, le donne sono in prima linea contro la siccità

,

Rapporto UNCCD-FAO: “Le donne sono più vulnerabili alla siccità ma sono anche in prima linea nello sviluppo di soluzioni al problema”. Producono fino all’80% del cibo nei Paesi in via di sviluppo, ma rappresentano meno del 20% di chi possiede la terra

di Matteo Cavallito

Ascolta “Nonostante le disuguaglianze, le donne sono in prima linea contro la siccità” su Spreaker.

Seppur soggette a maggiori difficoltà, le donne stanno dimostrando una notevole leadership nel contrasto alla siccità a livello globale. Lo afferma il nuovo rapporto della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (UNCCD) e dell’Organizzazione ONU per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO). Lo studio, lanciato la scorsa settimana in occasione della Giornata internazionale delle donne rurali, invita a sostenere meglio gli sforzi delle donne evidenziando come il superamento della disuguaglianza nella distribuzione dei  diritti fondiari sia fondamentale per raggiungere la sicurezza alimentare.

Trentacinque storie da tre continenti

Il rapporto presenta 35 casi di studio osservati in Africa, Asia e America Latina che illustrano il ruolo di primo piano assunto dalle donne nell’affrontare il problema della siccità. Gli esempi includono pratiche di conservazione dell’acqua e tecniche agricole cosiddette climate-smart oltre a soluzioni che combinano conoscenze moderne e tradizionali per la gestione delle risorse idriche.

Tra queste il monitoraggio eco-idrologico in Perù, lo sviluppo di peculiari sistemi di raccolta dell’acqua piovana in India e il ripristino dei terreni degradati attraverso la coltivazione di erbe medicinali in Kirghizistan.

“Le donne sono più vulnerabili alla siccità ma sono anche in prima linea nello sviluppo di soluzioni a uno dei problemi più pressanti del mondo”, ha dichiarato Ibrahim Thiaw, segretario esecutivo della UNCCD. “Affrontare le disuguaglianze di genere non è solo una questione di equità: è un’opportunità per cogliere il potenziale non ancora utilizzato nella lotta contro il cambiamento climatico”.

Il fenomeno colpisce in modo sproporzionato le donne

Secondo il rapporto, le donne sono colpite in modo sproporzionato dalla siccità a causa delle persistenti disuguaglianze strutturali che ne limitano l’accesso a risorse essenziali come la terra, l’acqua e i servizi finanziari. Queste disuguaglianze comportano anche un notevole carico di lavoro, tanto più che in molte aree colpite dalla siccità sono proprio le donne a essere le principali responsabili della raccolta dell’acqua, il che significa spesso percorrere lunghe distanze a piedi.

“Pur affrontando barriere sistemiche come la limitata proprietà della terra“, rileva una nota della UNCCD, “le donne stanno sviluppando soluzioni innovative che consentono alle loro comunità di adattarsi a condizioni ambientali sempre più difficili.”.

Le donne producono fino all’80% del cibo nei Paesi in via di sviluppo ma rappresentano meno del 20% dei proprietari di terra e appena il 12% dei ministri dell’ambiente (o di settori attinenti, come l’agricoltura) nel mondo. Una disparità che ne aggrava la vulnerabilità ai cambiamenti climatici. Al contrario, “garantire i diritti fondiari alle donne favorisce l’approvvigionamento alimentare delle famiglie, fa salire la spesa per l’istruzione dei figli e migliora le condizioni economiche generali”.

L’impatto globale della siccità

Il rapporto ricorda come la siccità contribuisca al 15% delle perdite economiche legate ai disastri a livello globale e sia inoltre responsabile dell’85,8% delle morti di bestiame. Essa poi determina il degrado del suolo, un problema che interessa fino al 40% dei territori del Pianeta impattando su oltre 3,2 miliardi di persone.

Determinante è anche il cambiamento climatico che favorisce in particolare il fenomeno della siccità lampo che si caratterizza per l’insorgenza di ondate di calore improvvise estreme.

Quest’anno, una ricerca internazionale che ha coinvolto le università di Nanjing (in Cina), Peshawar (Pakistan), Jodpur (India) oltre  alla Seoul National University of Science and Technology e il Center for Forested Wetlands Research del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), ha rilevato un forte aumento di questo fenomeno soprattutto in Asia. Secondo i ricercatori, la frequenza della siccità improvvisa in primavera e in estate è aumentata del 20, del 40, del 60 e dell’80% circa rispettivamente in Sri Lanka, Afghanistan, Pakistan e India tra il 2000 e il 2020.