11 Luglio 2022

Suolo & nutrizione, a fine luglio il Simposio FAO

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Dal 26 al 29 luglio prossimo, la FAO organizza il Global Symposium on Soils for Nutrition. Centinaia di scienziati del suolo, rappresentanti di ONG, istituzioni internazionali e comunità locali rifletteranno sulle strategie più efficaci per garantire la fertilità dei terreni agricoli e il contrasto all’uso improprio dei fertilizzanti. Dalla salute dei suoli dipende la possibilità di garantire la sicurezza alimentare globale

di Emanuele Isonio

 

“La siccità che sta colpendo l’Europa potrebbe diventare la più grande della Storia”. A dichiararlo, giusto un paio di giorni fa, il vicepresidente della Commissione europea, Maros Sefcovic, intervenendo in Plenaria a Strasburgo nel dibattitto dedicato al fenomeno che sta colpendo l’intero continente. Pochi giorni prima, il programma di osservazione terrestre Copernicus aveva avvertito che queste ondate di calore avrebbero coinvolto centinaia di milioni di persone, “con implicazioni per la salute e il benessere, l’agricoltura e l’approvvigionamento alimentare, i prezzi e la domanda di energia e l’ecosistema naturale”.

Ma gli esperti del programma Ue hanno anche ricordato che pur essendo queste ondate di calore “sorprendenti, sia per le temperature estreme raggiunte a livello locale, sia per la loro durata e per il loro inizio fuori stagione”, probabilmente proseguiranno anche in futuro. A meno di non voler negare la realtà, non esistono ormai più dubbi fra gli esperti sul loro legame con la crisi climatica.

Dalla siccità ulteriore sfida alle capacità nutritive dei suoli

La scienza è quindi proiettata già oltre, per fornire risposte sul modo di contrastare questi fenomeni e adattarsi ad essi per rispondere alle esigenze primarie della popolazione mondiale. A partire dalla fornitura di cibo sufficiente per tutti. La siccità, con i conseguenti fenomeni di desertificazione ed erosione, sono un’ulteriore sfida, che si aggiunge a quella – altrettanto epocale – dello sviluppo di un’agricoltura compatibile con le esigenze ambientali e capace di fornire cibo sicuro e nutriente.

Come si garantisce la salute del suolo senza fertilizzanti?

Ecco perché a fine luglio, dal 26 al 29, la FAO organizza il Global Symposium on Soils for Nutrition. Un appuntamento che riunirà per 4 giorni – seppure in modo virtuale – scienziati, professionisti del suolo, ONG, rappresentanti di organismi internazionali, di comunità locali, dell’industria, dell’agricoltura e della società civile. Obiettivo: rivedere lo stato dell’arte sul ruolo della fertilità del suolo nel fornire cibo sufficiente, di alta qualità, sicuro e nutriente per piante, animali e persone. E identificare le basi per soluzioni in grado di garantire un sistema agroalimentare più nutriente e salutare, capace di tutelare l’ambiente e di ridurre al minimo il controverso uso dei fertilizzanti.

“Il suolo è la base di tutta la vita sulla terra” spiega Alzbeta Klein, direttore generale dell’Associazione internazionale fertilizzanti. “La salute del suolo è alla base dei sistemi alimentari sostenibili e della sicurezza alimentare per tutti. Dobbiamo riconoscere il ruolo centrale di suoli sani come risorsa fondamentale per la nutrizione, lo sviluppo economico, il cambiamento climatico e mezzi di sussistenza resilienti, e valutarli di conseguenza”.

I numeri (preoccupanti) del documento FAO

Nel documento preparatorio all’evento FAO si ricorda infatti che “circa il 95% dei nostri nutrienti alimentari proviene da suoli che hanno una capacità naturale di sostenere le colture e le erbe foraggere fornendo loro nutrienti contenuti nel suolo. Ma, quando raccogliamo queste colture, rimuoviamo anche i nutrienti dal terreno. Li possiamo sostituire con fertilizzanti organici e inorganici. Il loro uso corretto può infatti  promuovere la produzione di biomassa e contribuire ad aumentare la materia organica del suolo e la salute del suolo. Tuttavia, il loro uso improprio ed eccessivo aumenta il cambiamento climatico globale, il degrado del suolo e delle risorse idriche e potenziali danni alla salute umana, animale e dei terreni”.

Qualche dato, ricordato nel documento FAO: “la somma delle perdite globali di azoto (escluse le emissioni oceaniche) rappresenta una perdita di risorse per un valore di circa $ 200 miliardi di dollari all’anno. Inoltre, i costi per la salute umana e l’impatto sugli ecosistemi acquatici e terrestri ammontano a $ 400-4000 miliardi di dollari all’anno a causa dell’uso eccessivo e improprio dell’azoto”.

Lo squilibrio nutritivo è stato identificato come una delle dieci principali minacce al suolo che influiscono sulla salute del suolo a livello globale. Lo squilibrio dei nutrienti porta con sé devastanti effetti ambientali, sociali ed economici. “Anche se nel 2020 sono state usate 195 milioni di tonnellate di fertilizzanti e il tasso di applicazione annuale aumenta del 2% ogni anno, la fame colpisce ancora 768 milioni di persone e aumenta del 16% rispetto al 2019” aggiungono i ricercatori FAO.

La struttura dell’evento

La struttura del Simposio FAO prevede che l’evento si apra con una sessione di alto livello cui prenderanno parte i relatori delle istituzioni che co-organizzano l’evento insieme alla FAO: Global Soil Partnership, Intergovernmental Technical Panel on Soils e International Network on Fertilizers Analysis. Seguirà poi un panel multidisciplinare che affronti ciascuno dei quattro temi principali:

  1. Stato e tendenze del bilancio globale dei nutrienti del suolo.
  2. Gestione sostenibile del suolo per la sicurezza alimentare e una migliore nutrizione.
  3. Impatti della gestione dei nutrienti del suolo sull’ambiente e sui cambiamenti climatici
  4. Governance della fertilità del suolo/nutrienti del suolo

Durante i tre giorni successivi, si terranno sessioni parallele sui quattro temi, in modo da garantire discussioni e confronti utili a esplorare gli aspetti chiave. L’obiettivo è arrivare poi al documento finale la cui pubblicazione è prevista entro settembre 2022.

La partecipazione al Simposio è gratuita (basta registrarsi a questo link). Le diverse sessioni potranno essere seguite in sei lingue: inglese, francese, spagnolo, cinese, russo e arabo.