28 Settembre 2023

Acque reflue, un potenziale nascosto da sbloccare con l’economia circolare

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Una loro gestione virtuosa eviterebbe danni ambientali e climatici, aumentando al tempo stesso risorse idriche aggiuntive, risparmio economico ed energia alternativa. Un nuovo report dell’Unep ricorda che solo l’11% delle acque reflue viene riutilizzato e che oltre la metà non subisce ancora trattamenti adeguati

di Giorgio Kaldor*

 

A livello globale le acque reflue hanno un potenziale (circolare) nascosto, che va sbloccato al più presto. È questo, in sintesi, il messaggio del report Wastewater – Turning Problem to Solution, presentato dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep) durante la World Water Week di Stoccolma, in Svezia.

Acque reflue, il report Unep

Circa la metà delle acque reflue mondiali viene infatti ancora oggi rilasciata senza un trattamento adeguato, costituendo una minaccia per la salute umana e l’ambiente. Senza parlare delle emissioni di gas serra, paragonabili a quelle prodotte dall’industria aeronautica.

Tuttavia, si legge nel report, grazie ai principi dell’economia circolare – riduzione, recupero e riciclo ‒ sarebbe possibile fornire energia alternativa a mezzo miliardo di persone, garantire oltre 10 volte l’acqua fornita dall’attuale capacità di desalinizzazione globale, compensare oltre il 10% dell’uso globale di fertilizzanti e irrigare potenzialmente circa 40 milioni di ettari.

Produzione di acque reflue municipali nei diversi continenti nel 2015 e previsioni al 2050. Dati in miliardi di metri cubi. FONTE: Qadir e altri, 2020; GRID Arendal – Studio Atlantis, 2030

Produzione di acque reflue municipali nei diversi continenti nel 2015 e previsioni al 2050. Dati in miliardi di metri cubi.
FONTE: Qadir e altri, 2020; GRID Arendal – Studio Atlantis, 2030

“A livello globale, le acque reflue sono ricche di potenziale, ma attualmente lasciamo che contaminino gli ecosistemi su cui facciamo affidamento”, ha dichiarato Leticia Carvalho, coordinatore del dipartimento Risorse idriche e marine di Unep. “Non dobbiamo lasciare che questa opportunità scompaia nello scarico: è ora di realizzare la promessa delle acque reflue come fonte alternativa di acqua pulita, energia e importanti sostanze nutritive”.

Stime dei livelli di produzione, raccolta, trattamento e riuso delle acque reflue FONTE: Jones et al. 2021; GRID-Arendal/STudio Atlantis, 2023.

Stime dei livelli di produzione, raccolta, trattamento e riuso delle acque reflue
FONTE: Jones et al. 2021; GRID-Arendal/STudio Atlantis, 2023.

Una risorsa sfruttata solo all’11%

A distanza di oltre 10 anni da quando Unep pubblicò il rapporto Sick Water? The Central Role of Wastewater Management in Sustainable Development non ci sono stati molti progressi.

In questi anni la crescita demografica è stata uno dei principali fattori di aumento dei volumi di acque reflue generate. Nel 2013, si stimava che la produzione annuale di acque reflue, principalmente da fonti domestiche e municipali, fosse di 330 miliardi di metri cubi all’anno. Secondo stime successive, nel 2015 questa cifra era salita a 360-380 miliardi. Un volume che non solo è cinque volte superiore a quello dell’acqua che passa annualmente dalle cascate del Niagara, ma che entro il 2030 salirà a 470-497 miliardi di metri cubi all’anno.

Mentre un terzo della popolazione mondiale vive già in regioni con scarsità d’acqua, solo l’11% del totale stimato delle acque reflue domestiche e industriali viene attualmente riutilizzato. In Francia, ad esempio, la percentuale si ferma allo 0,1 %.

Dagli ostacoli alle soluzioni

Nel rapporto Unep si individuano le principali barriere per il passaggio a un’economia circolare delle acque reflue. Oltre alla mancanza del tema nell’agenda politica, dati e monitoraggi insufficienti e scarsa accettazione sociale e culturale, gli esperti segnalano ostacoli di governance, istituzionali e normativi. Inoltre, laddove esistono politiche per il recupero e il riutilizzo delle risorse dai flussi di acque reflue, spesso gli obiettivi politici sono incoerenti o in competizione tra loro e i livelli di attuazione sono bassi, con scarsa conformità e applicazione. Secondo gli autori mancherebbero inoltre adeguati finanziamenti per sostenere il miglioramento della raccolta e del trattamento, immediatamente e su scala, è necessario adottare approcci innovativi ai finanziamenti, recupero dei costi e altri incentivi.

Per le soluzioni, il documento definisce tre aree d’azione chiave per massimizzare le opportunità di recupero delle risorse delle acque reflue e di riutilizzo. Innanzitutto, ridurre il consumo di acqua. Così facendo, si ridurranno i volumi di acque reflue prodotte, rendendo più fattibile il compito di recuperare e riutilizzare le acque reflue, riducendo i requisiti energetici e i costi di raccolta e trattamento. Contestualmente, prevenire possibili cause di contaminazione (composti farmaceutici, composti chimici e sintetici, microplastiche o nanoparticelle). Infine, sono necessari investimenti per espandere la capacità di raccolta e trattamento delle acque reflue che includa il recupero delle risorse per il riutilizzo.

* L’articolo originale è stato pubblicato su Renewable Matter.