5 Maggio 2023

Nella UE si venderanno solo prodotti che non danneggiano le foreste

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Nell'Unione europea saranno accettati solo prodotti deforestation-free. FOTO: Siarhei Palishchuk su Unsplash

Approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento europeo il nuovo Regolamento UE in materia di deforestazione: nel mercato comunitario saranno ammessi solo prodotti deforestation-free. Si applicherà a bestiame, cacao, caffè, olio di palma, soia, legno, gomma e carbone

di Giorgio Kaldor

 

D’ora in poi solo prodotti deforestation-free dentro il Mercato Unico. Con 552 voti favorevoli, 44 voti contrari e 43 astensioni mercoledì 19 aprile il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva il nuovo Regolamento in materia di deforestazione. Il testo, che entrerà in vigore solo dopo il formale via libera del Consiglio, si applicherà a bestiame, cacao, caffè, olio di palma, soia e legno, compresi i prodotti che contengono, che sono stati alimentati con o sono stati realizzati utilizzando queste materie prime, come cuoio, cioccolato e mobili. Rispetto alla proposta originale della Commissione, i negoziati hanno permesso di includere anche gomma, carbone e prodotti di carta stampata.

Le aziende potranno vendere nell’Ue solo prodotti accompagnati da dichiarazione di “diligenza dovuta” (due diligence) da parte del fornitore, che attesti che il prodotto non proviene da terreni deforestati e non ha contribuito al degrado di foreste, comprese le foreste primarie insostituibili, dopo il 31 dicembre 2020.
Le imprese dovranno inoltre verificare che tali prodotti siano conformi alla legislazione del Paese di produzione anche in materia di diritti umani e che i diritti delle popolazioni indigene interessate siano stati rispettati. Le critiche non si sono fatte attendere.

Fonte: Marcondes G Coelho-Junior et al 2022 Environ. Res. Lett. 17 041001 Attribution 4.0 International (CC BY 4.0) https://iopscience.iop.org/article/10.1088/1748-9326/ac5193

FONTE: Marcondes G Coelho-Junior et al 2022 Environ. Res. Lett. 17 041001 Attribution 4.0 International (CC BY 4.0) https://iopscience.iop.org/article/10.1088/1748-9326/ac5193

Ridurre gli impatti europei sulla deforestazione

Secondo le stime dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), tra il 1990 e il 2020 sono scomparsi 420 milioni di ettari di foreste, ossia circa il 10 % del totale di quelle che restano sul pianeta. Una superficie più estesa di quella dell’Unione europea, mercato che con i suoi consumi è responsabile di un decimo della deforestazione globale. Brasile, Indonesia e Congo alcuni dei Paesi più colpiti.

“Fino ad oggi, gli scaffali dei nostri supermercati si sono troppo spesso riempiti di prodotti coperti dalle ceneri di foreste pluviali bruciate ed ecosistemi distrutti in modo irreversibile, con la conseguente distruzione dei mezzi di sussistenza delle popolazioni indigene”, ha dichiarato dopo la votazione l’eurodeputato Christophe Hansen (PPE, LU), relatore del Regolamento. “Troppo spesso, ciò è accaduto senza che i consumatori lo sapessero. D’ora in poi, e la cosa mi solleva, i consumatori europei avranno la certezza di non essere più complici inconsapevoli della deforestazione quando mangiano una barretta di cioccolato o sorseggiano un meritato caffè. La nuova legge non è solo fondamentale per contrastare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità, ma dovrebbe anche consentirci di uscire dall’attuale impasse che ci impedisce di approfondire le relazioni commerciali con Paesi che condividono i nostri valori e le nostre ambizioni ambientali”.

Il sistema di controlli anti-deforestazione sarà basato sul rischio

Entro 18 mesi dall’entrata in vigore del regolamento sarà la Commissione europea a classificare i Paesi di produzione secondo il grado di rischio, da cui dipenderà la percentuale di controlli sugli operatori, che potranno avvenire anche attraverso strumenti di monitoraggio via satellite e analisi del DNA per verificare la provenienza delle merci: 9% per i Paesi ad alto rischio, 3% per i Paesi a rischio standard e 1% per i Paesi a basso rischio, che potranno beneficiare di una procedura due diligence semplificata.
Le aziende che non si adeguano possono incorrere in multe fino al 4% del fatturato annuo totale nell’UE dell’operatore o commerciante.

Le principali critiche al regolamento Ue

Non includendo le importazioni di biomassa – come la combustione di pellet di legno, che l’UE considera neutrale dal punto di vista delle emissioni di carbonio – il nuovo regolamento potrebbe non essere sufficiente a fermare la deforestazione. Inoltre, la misura esclude gli ecosistemi a rischio che non sono foreste pluviali, come il Cerrado, un’area da cui proviene metà della produzione di soia brasiliana, che nel gennaio 2023 avrebbe subito una distruzione pari a 442 km², un ritmo doppio rispetto all’Amazzonia, secondo i dati dell’Istituto Nazionale per la Ricerca Spaziale brasiliano.

“Il Regolamento UE sui prodotti liberi da deforestazione è molto promettente, ma la sua efficacia dipenderà dalla rigorosa attuazione da parte di ogni singolo Stato membro dell’UE e dal sostegno tangibile che l’UE offrirà ai partner commerciali per promuoverne l’osservanza”, ha dichiarato Téllez Chávez, ricercatrice ambientale presso Human Rights Watch, organizzazione che ha ricordato come le valutazioni di rischio potrebbero non riflettere accuratamente la situazione sul campo, soprattutto per quanto riguarda il rispetto dei popoli indigeni, duramente colpiti dall’accaparramento e distruzione dei territori.

 

L’articolo originale è stato pubblicato su Renewable Matter.