27 Giugno 2023

Biodiversità, è nato il primo centro di ricerca italiano

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Il National Biodiversity Future Center istituito dal CNR è il primo centro di ricerca italiano dedicato alla biodiversità. FOTO: Coralie Meurice su Unsplash

Avrà sede a Palermo e potrà contare su 320 milioni di fondi per tre anni. A coordinarlo il Cnr. Coinvolgerà 2000 scienziati e 49 istituzioni impegnate a studiare e preservare gli ecosistemi italiani. Il nostro Paese è infatti uno dei più ricchi di biodiversità in Europa: conta oltre 10mila piante vascolari e 60mila specie animali

di Giorgio Kaldor *

 

È stato presentato in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità il primo centro di ricerca italiano dedicato alla diversità biologica. Si chiama National Biodiversity Future Center (NBFC) e sarà coordinato dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).

Istituito e finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), NBFC è uno dei cinque centri nazionali dedicati alla ricerca di frontiera. Promosso dal Cnr insieme a 49 partner, tra università, centri di ricerca, fondazioni e imprese, ha la sua sede centrale a Palermo. Per questo progetto è previsto un finanziamento di 320 milioni di euro per tre anni, dal 2023 al 2025, e il coinvolgimento di 2000 ricercatori, la metà dei quali sono donne. I bandi rivolti all’esterno del network coinvolgeranno poi una moltitudine di altri soggetti, nel segno della massima inclusività.

Quali sono i fattori principali di perdita della biodiversità? FONTE: Encyclopedia Britannica.

Quali sono i fattori principali di perdita della biodiversità? FONTE: Encyclopedia Britannica.

Biodiversità essenziale per lo sviluppo sostenibile

“Il National Biodiversity Future Center coordinato dal Cnr, contribuisce a monitorare, preservare e ripristinare gli ecosistemi terrestri, marini e urbani della Penisola e del Mediterraneo, aiutando a valorizzare la biodiversità e a renderla un elemento centrale su cui fondare lo sviluppo sostenibile”, ha dichiarato la Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Maria Chiara Carrozza. “Un’attività che assume una rilevanza strategica nell’ottica di contribuire a raggiungere i traguardi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, in particolare per quanto riguarda la riduzione della perdita di biodiversità e la conservazione, il ripristino e il corretto utilizzo degli ecosistemi”.

La varietà biologica in tutte le sue forme, dai microbi alle piante e agli animali, fino alla specie umana con le sue diversità culturali, è infatti nel Mediterraneo – e in particolare in Italia – un patrimonio ancor più prezioso. Stando ai dati Ispra, nel nostro Paese è concentrata una diversità biologica tra le più significative di tutta l’Europa con 60mila specie animali, 10mila piante vascolari e oltre 130 ecosistemi.

Il messaggio di Mattarella

“Servono paradigmi di sviluppo e azioni concrete che applichino le nuove tecnologie e l’innovazione in attuazione di un’etica ecologica di cura del pianeta e dell’economia del benessere, con un cambio di passo condiviso a tutti i livelli, che consenta un’equa e solidale distribuzione dei benefici che la Biodiversità offre anche con la responsabilità dei piccoli gesti di ciascuno. L’evento odierno di presentazione del Centro Nazionale di Biodiversità offre un esempio concreto e una risposta di rilevante portata”, si legge invece nel messaggio che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha diffuso in occasione della giornata di presentazione.

Attraverso questa rete nazionale estesa di università, centri di ricerca, associazioni e altri soggetti privati e sociali, il Consorzio avrà la possibilità di intraprendere azioni concrete, efficaci e immediate per arrestare la perdita di biodiversità, contribuendo a perseguire l’obiettivo di proteggere il 30% del territorio italiano entro il 2030, come chiede l’Unione Europea, e promuovendo, nella scienza e nella politica, i processi di conservazione, ripristino e valorizzazione nella biodiversità. Saranno create reti di collegamento tra la comunità scientifica, le amministrazioni nazionali e locali, il mondo imprenditoriale e i territori. Saranno sviluppate nuove tecnologie per migliorare la ricerca, creando nuove opportunità di lavoro e formando, come prevede il Pnrr, una nuova classe di ricercatori, cioè gli scienziati di domani.

Il modello Hub&Spoke

Per gestire e sviluppare una rete di collaborazione così complessa il Centro è stato ideato seguendo il modello Hub&Spoke. Il centro si articola in 6 spoke tematici dedicati a mare, terre emerse e aree umide e alle città. Questi sono supportati da spoke trasversali dedicati a formazione, comunicazione, condivisione della conoscenza, e all’innovazione con lo scopo di trasformare la ricerca in valore per la società.

Come eredità principale dell’NBFC, sarà quindi istituito il Biodiversity Science Gateway: una grande infrastruttura virtuale, che si appoggerà ad alcune sedi fisiche in Italia e alla nave oceanografica “Gaia Blu” del Cnr, con il compito di trasformare la ricerca scientifica in conoscenza diffusa e in realtà aziendali innovative: una struttura che sarà al tempo stesso uno strumento per l’educazione e l’innovazione e un luogo nel quale condividere risultati di ricerca con la società e il mercato.

Tutti i dati scientifici raccolti dal NBFC, e organizzati attorno a 4 piattaforme tematiche, saranno infatti resi disponibili alla comunità scientifica in open access. Tra i compiti di questo portale c’è quello di sensibilizzare sul problema della biodiversità a livello planetario, nell’area mediterranea e sul territorio italiano, ma anche raccontare storie emblematiche e specifiche del territorio, offrire consulenze e sfruttare le biodiversità in modo sostenibile.

* L’articolo originale è stato pubblicato su Renewable Matter.