6 Dicembre 2024

Così possiamo prevedere l’impatto del clima sui microbi del suolo

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Uno studio britannico ha evidenziato come eventi climatici estremi contrapposti tra loro alterino le comunità dei microbi del suolo secondo dinamiche distinte e prevedibili

di Matteo Cavallito

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Gli eventi meteorologici estremi impattano sui microbi del suolo. Comprendere come ciò avvenga e cosa comporti permette quindi di accumulare nuove conoscenze sui rischi posti dal cambiamento climatico. A spiegarlo è una ricerca dell’Università di Manchester, pubblicata sulla rivista Nature. Lo studio fornisce nuove conoscenze sul comportamento dei microorganismi che, come noto, svolgono un ruolo essenziale nei processi naturali e nel ciclo del carbonio. Determinando, per quest’ultimo, l’ammontare della quota stoccata nel suolo e di quella rilasciata nell’atmosfera.

Campioni da 30 pianure europee

I ricercatori, spiega una nota dell’Università di Manchester, hanno collaborato con una rete di scienziati europei raccogliendo campioni di suolo da 30 praterie situate in 10 Paesi. Alcuni campioni, spiega lo studio, sono stati sottoposti in modo simulato “a quattro eventi climatici estremi contrapposti in condizioni controllate comuni (siccità, alluvione, gelo e caldo)” per osservare la risposta dei microbi e confrontarla con quella delle porzioni di terreno non trattate.

“I microbiomi del suolo hanno mostrato una risposta ridotta, ma altamente coerente e filogeneticamente consolidata agli eventi estremi imposti”, spiegano gli studiosi.

“Il trattamento termico ha avuto un impatto maggiore sui microbiomi del suolo, potenziando i geni della quiescenza e della sporulazione e abbassando la versatilità metabolica”, aggiungono.

 

Le caratteristiche del suolo aiutano a prevedere l’impatto del clima

I ricercatori hanno scoperto che le comunità microbiche dei suoli di diverse parti d’Europa reagiscono in modo diverso agli eventi estremi a cui sono sottoposti più raramente. I terreni provenienti da climi più freddi e umidi, ad esempio, sono risultati particolarmente vulnerabili alle ondate di calore e alla siccità, mentre quelli provenienti da regioni aride sono parsi più sensibili alle inondazioni. I risultati, insomma, “mostrano che gli eventi climatici estremi, con ogni probabilità, influenzeranno maggiormente il funzionamento del suolo nelle regioni che normalmente non sperimentano simili condizioni e che, tra l’altro, sono anche quelle che si stanno riscaldando più rapidamente”.

“Nel complesso, i risultati indicano che eventi climatici estremi di segno opposto alterano le comunità microbiche del suolo secondo dinamiche distinte e prevedibili“, spiegano i ricercatori.

“La risposta della composizione della comunità microbica funzionale – aggiungono – è stata prevista sia in base al tipo di evento dannoso imposto sia a partire dalle proprietà del suolo e dal clima ed è stata collegata alle attività enzimatiche così come alla capacità di utilizzare diverse fonti di carbonio suggerendo che gli eventi estremi possono avere conseguenze sullo stoccaggio dell’elemento nel suolo”.

Nuove conoscenze sui microbi

Anche se i microbiomi del suolo di climi diversi condividono risposte unificate agli eventi estremi, sottolinea la ricerca, la conoscenza specifica del microbioma di un certo terreno in un determinato luogo è comunque necessaria per prevedere l’entità del cambiamento innescato dal fattore climatico. Gli scienziati, infine, hanno anche scoperto che i microbi possono “sospendere” la loro attività in qualsiasi condizione climatica. I microorganismi, in altre parole, possono reagire alle situazioni più difficili andando in quiescenza in attesa di circostanze più favorevoli.

I risultati della ricerca, in ogni caso, permettono di migliorare la comprensione delle risposte microbiche del suolo e costituiscono un primo passo per fare previsioni generali sull’impatto degli eventi climatici estremi sul funzionamento del terreno.