La nuova scommessa di Terzeria: risaie al servizio della biodiversità
Dalla Lighthouse Farm del network Re Soil un intervento a tutela degli ecosistemi e dell’avifauna in collaborazione con la LIPU. In Calabria, l’allagamento di quattro ettari di terreno offre un habitat ideale per anfibi, insetti e uccelli, tra cui la preziosa cicogna bianca
di Matteo Cavallito
Proteggere gli equilibri della natura incrementandone la biodiversità, contribuire al ripristino dell’ambiente facendo leva sulle potenzialità dell’agricoltura. Sono gli obiettivi di una nuova iniziativa che coinvolge Azienda Agricola Terzeria, impresa attiva nella Piana di Sibari, in Calabria, e parte del network delle Lighthouse Farms, le aziende faro individuate da Re Soil Foundation che producono cibo e servizi ecosistemici in modo sostenibile sviluppando nuove soluzioni per l’ambiente e il suolo.
Sostenuto attraverso un bando regionale, il programma è realizzato in collaborazione con la LIPU, da oltre sessant’anni una delle più importanti associazioni ambientaliste italiane ed europee, promotrice fin dal 2003 del progetto Cicogna bianca Calabria. Un impegno, quest’ultimo, alla base dell’azione realizzata dalla stessa Terzeria. Che, attraverso l’allagamento permanente di una porzione di terreno agricolo, punta ad attirare numerose specie di volatili sia migratori sia stanziali, oltre agli anfibi e agli insetti di cui essi si alimentano, contribuendo a ricostruire una rete ecologica preziosa per l’intero territorio.
Una specie chiave per l’ecosistema della Piana
La Piana di Sibari rappresenta una delle aree più rilevanti per la conservazione dell’avifauna in Calabria, svolgendo in particolare una funzione strategica lungo le rotte migratorie dei volatili del Mediterraneo. Determinante la presenza delle risaie che negli anni hanno svolto il ruolo di zone umide surrogate favorendo il mantenimento di una discreta ricchezza biologica, minacciata oggi dall’urbanizzazione, dall’agricoltura intensiva e dagli effetti del cambiamento climatico.
In questo scenario si inserisce l’impegno della LIPU per la conservazione della cicogna bianca, grande specie migratrice legata agli ambienti agricoli aperti, alle zone umide e ai corsi d’acqua.
Un tempo presente anche in Calabria, la specie aveva in seguito abbandonato questi territori prima di ricomparire proprio grazie all’iniziativa dell’associazione ambientalista che, nel 2003, aveva iniziato a installare piattaforme artificiali per la nidificazione sui tralicci elettrici avviando inoltre un attento monitoraggio. Da allora il numero di coppie nidificanti osservate è aumentato di sedici volte passando da 2 a 32, con quasi 1000 nuovi esemplari nati in 22 anni. Tale ritorno ha portato importanti benefici per gli ecosistemi – come il controllo naturale di insetti e piccoli vertebrati – fungendo anche da indicatore della qualità ambientale.
Il progetto
Il nuovo intervento che coinvolge Terzeria si inserisce proprio in questo percorso di tutela e rafforzamento degli habitat. All’interno dell’azienda, infatti, saranno rimodellati circa 4 ettari di superfici agricole, oggi strutturate come camere di risaia, per consentire il mantenimento permanente dell’acqua. Il movimento terra sarà minimo e non invasivo e implicherà un leggero abbassamento del fondo e delle sponde per garantire una profondità costante, anche nei periodi di siccità. L’operazione prevede inoltre la realizzazione di cinque chiuse e l’installazione di una pompa idraulica per convogliare l’acqua dai canali limitrofi.
In questo modo si creerà un habitat idoneo alla sosta e, potenzialmente, alla nidificazione di diverse famiglie di uccelli come i limicoli e gli ardeidi e di altre specie acquatiche, oltre a favorire la presenza di invertebrati e anfibi.
Accanto alla zona umida, circa 2 ettari di bosco degradato a eucalipto saranno inoltre riqualificati, con pulizia conservativa del sottobosco e piantumazione di essenze autoctone, così da creare un’area di transizione ecologica tra ambiente boschivo e specchio d’acqua. Il progetto prevede poi un monitoraggio ornitologico pre e post intervento, con censimenti mensili e controlli sulla ripresa della vegetazione, oltre al rafforzamento delle attività di inanellamento e monitoraggio satellitare delle cicogne.
Terzeria: l’agricoltura al servizio della tutela ambientale
Azienda agricola e zootecnica con statuto di società benefit, Terzeria opera su circa 250 ettari di frutteti, ortaggi e seminativi cui si aggiungono, per ulteriori 200 ettari, le risaie più meridionali d’Italia coltivate con la tecnica della sommersione. All’interno degli spazi gestiti da Terzeria si colloca anche una casa per anziani che accoglie anche ragazze madri e offre una residenza protetta per donne e bambini.
Il coinvolgimento dell’impresa agricola nel progetto della LIPU si inserisce nel solco della consolidata collaborazione con il mondo dell’istruzione e della ricerca, ma rappresenta anche un esempio di integrazione tra attività produttiva e conservazione ambientale.
“Con questa iniziativa potremo contribuire alla raccolta di dati ambientali utili a valutare gli effetti dell’intervento sull’area rinaturalizzata e sull’intero contesto agricolo”, spiega il presidente di Terzeria, Benito Scazziota. “La nuova zona umida, in particolare, favorirà la connessione ecologica tra aree di pregio della fascia ionica cosentina, rafforzando la continuità ambientale del territorio, le azioni di informazione e sensibilizzazione ne promuoveranno la fruizione consapevole”. Il progetto, conclude , “Dimostra quindi come la collaborazione tra associazioni e imprese agricole possa generare benefici tangibili per la biodiversità”.

Terzeria
Thünen-Institut/Marius Möller press release
pxhere CC0 1.0 Universal CC0 1.0 Deed 



