5 Marzo 2025

Con il cambiamento climatico cresce la mortalità per temperature estreme

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Uno studio traccia un bilancio della mortalità climatica in Europa: meno decessi per il freddo ma molte più vittime per il caldo estremo. Il Mediterraneo pagherà il prezzo più alto

di Matteo Cavallito

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Nel corso del XXI secolo i decessi legati alle temperature estreme in Europa sono destinati ad aumentare. La tendenza si evidenzierà in modo particolare nell’area mediterranea, la regione più vulnerabile al fenomeno. È questa la conclusione di uno studio pubblicato sulla rivista Nature Medicine. L’indagine, che ha coinvolto diversi centri di ricerca e presidi sanitari del Continente, ha rilevato come la prevista diminuzione dei decessi legati al freddo non sarà sufficiente a compensare l’aumento delle morti derivanti dall’eccesso di calura.

L’ipotesi peggiore: oltre 2,3 milioni di morti entro il 2099

Lo studio ha analizzato l’impatto del cambiamento climatico su 854 città europee dal 2015 al 2099. In assenza di misure di adattamento, spiegano gli autori, il trend di crescita troverà conferma costante. “Senza alcun adeguamento al fenomeno, l’aumento dei decessi legati al caldo supera costantemente la diminuzione delle morti legate al freddo in tutti gli scenari considerati”, spiega lo studio.

Nel quadro peggiore, proseguono gli autori, si stima, per il periodo in esame, “un onere di mortalità netta dovuto ai cambiamenti climatici in aumento del 49,9% per un totale di 2.345.410 decessi”.

Questa ipotesi, precisa la ricerca, prevede un riscaldamento medio totale di 4°C rispetto ai livelli preindustriali che porterebbe il tasso di mortalità fino a quota 41,7 decessi ogni 100.000 persone. Se fosse possibile contenere l’aumento di temperatura a un massimo 1,5°C, invece, l’impatto sarebbe decisamente più contenuto con un tasso di mortalità del 3,5 per 100mila.

Variazioni nette a livello di città nei tassi di mortalità in eccesso legati alla temperatura per ogni livello di riscaldamento in assenza di adattamento al calore. I numeri in alto rappresentano i livelli di riscaldamento da 1,5 °C a 4 °C. I colori verdi indicano una diminuzione dei decessi in eccesso legati alla temperatura, mentre i viola un aumento. Immagine: Masselot, P., Mistry, M.N., Rao, S. et al. Estimating future heat-related and cold-related mortality under climate change, demographic and adaptation scenarios in 854 European cities. Nat Med (2025). https://doi.org/10.1038/s41591-024-03452-2 Attribution 4.0 International CC BY 4.0 Deed

Variazioni nette a livello di città nei tassi di mortalità in eccesso legati alla temperatura per ogni livello di riscaldamento in assenza di adattamento al calore. I numeri in alto rappresentano i livelli di riscaldamento da 1,5 °C a 4 °C. I colori verdi indicano una diminuzione dei decessi in eccesso legati alla temperatura, mentre i viola un aumento. Immagine: Masselot, P., Mistry, M.N., Rao, S. et al. Estimating future heat-related and cold-related mortality under climate change, demographic and adaptation scenarios in 854 European cities. Nat Med (2025). https://doi.org/10.1038/s41591-024-03452-2 Attribution 4.0 International CC BY 4.0 Deed

Mediterraneo epicentro della crisi

Il cambiamento climatico, sottolinea la ricerca, aggrava le differenze regionali già esistenti in Europa. Mentre alcune aree del nord potrebbero registrare un leggero miglioramento, altre, nell’Europa meridionale e orientale, potrebbero affrontare aumenti significativi nella mortalità legata alla temperatura.

Particolarmente esposte a questo rischio le regioni balcaniche e l’area del Mediterraneo, già al centro del fenomeno della desertificazione continentale, “con gli effetti netti più alti nella Spagna orientale, nella Francia meridionale, in Italia e a Malta”.

Quest’ultima, prosegue l’indagine, “è l’unica nazione in cui si stima un aumento netto dei decessi legati alla temperatura in tutti gli scenari; tale incremento potrebbe raggiungere quasi il 200% rispetto ai livelli dell’inizio del XXI secolo. La crescita registrata in Spagna potrebbe superare l’80%”.

La situazione della desertificazione in Europa - 2a decade marzo 2022. Indicatore combinato di siccità. FONTE: JRC European Drought Observatory (EDO) Marzo 2022.

La situazione della desertificazione in Europa – 2a decade marzo 2022. Indicatore combinato di siccità. FONTE: JRC European Drought Observatory (EDO) Marzo 2022.

Con politiche più decise si può ridurre di 2/3 la mortalità

Tra le città alcuni grandi centri del sud del Continente, come Roma, Barcellona, Marsiglia e Napoli, potrebbero affrontare aumenti significativi dei decessi a causa del caldo. Allo stesso tempo, alcune città del Nord Europa, come Aberdeen, Stoccolma e Helsinki, potrebbero beneficiare di un abbassamento della mortalità legata al freddo.

Questa riduzione, tuttavia, non riuscirebbe compensare l’impatto complessivo del cambiamento climatico.

“Senza forti misure di mitigazione e adattamento, la maggior parte delle città europee dovrebbe subire un aumento della mortalità legato alla temperatura”, conclude lo studio. Per contro, se si adottassero iniziative particolarmente stringenti, le previste morti in eccesso “potrebbero essere ridotte di almeno due terzi, evidenziando i benefici per la salute derivanti dall’attuazione di politiche incisive per la riduzione delle emissioni di CO2”.