28 Gennaio 2026

Buone notizie dalle foreste mondiali. Ma la pressione rimane alta

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In Europa dal 1990 l'estensione delle foreste è aumentata di oltre 40 milioni di ettari. FOTO: CC0 Public Domain

L’analisi è contenuta nell’ultimo Global Forest Resources Assessment della FAO. Il Vecchio continente, con oltre un miliardo di ettari di foreste, supera la copertura del Sudamerica, dove dal 1990 sono andati persi 200 milioni di ettari

di Emanuele Isonio

 

Le foreste mondiali stanno vivendo una fase di transizione: non sono più in caduta libera come negli anni Novanta, ma la pressione su questi ecosistemi vitali resta elevata. È questo il messaggio centrale del Global Forest Resources Assessment 2025, il più recente rapporto quinquennale della FAO. Un’analisi imponente, che copre 236 Paesi e territori e costituisce oggi la fonte più completa e autorevole sullo stato delle foreste del pianeta.

“Questo rapporto contiene le valutazioni globali più complete e trasparenti delle risorse forestali e delle loro condizioni, gestione e utilizzo, e copre tutti gli elementi tematici della gestione forestale sostenibile” sottolinea il direttore generale FAO, Qu Dongyu. “I dati prodotti servono a molteplici scopi: dall’informare la comunità globale sullo stato delle foreste e sui loro cambiamenti, al supportare decisioni, politiche e investimenti relativi alle foreste e ai servizi ecosistemici che forniscono”.

Perdita netta di foreste più che dimezzata rispetto al 1990

Secondo il rapporto, le foreste coprono 4,14 miliardi di ettari, pari a circa il 32% delle terre emerse: in media mezzo ettaro per ogni abitante della Terra. Quasi la metà di questa superficie si trova nelle regioni tropicali, dove però si concentrano anche le maggiori perdite. La notizia positiva è che la deforestazione sta rallentando in tutte le regioni del mondo.

Tra il 2015 e il 2025 la perdita netta di foreste è scesa a 4,12 milioni di ettari all’anno, contro i 10,7 milioni annui degli anni Novanta. Anche la deforestazione lorda è diminuita: 10,9 milioni di ettari all’anno nell’ultimo decennio, rispetto ai 17,6 milioni del periodo 1990-2000.

La qualità delle foreste cambia

Si tratta di un risultato incoraggiante, ma non sufficiente. Per la FAO, il ritmo attuale di perdita forestale rimane troppo elevato se si considerano gli obiettivi climatici, di biodiversità e di sviluppo sostenibile. Le foreste non sono solo alberi: sono un pilastro della sicurezza alimentare, delle economie rurali e della resilienza ambientale. Forniscono biomateriali rinnovabili ed energia, ospitano una quota enorme della biodiversità terrestre e svolgono un ruolo chiave nella regolazione del clima e del ciclo dell’acqua, riducendo i rischi di siccità, erosione del suolo, frane e alluvioni.

Il rapporto mostra anche come stia cambiando la qualità delle foreste. Quelle a rigenerazione naturale rappresentano ancora il 92% della superficie forestale globale (3,83 miliardi di ettari). Sebbene dal 1990 al 2025 se ne siano persi 324 milioni di ettari, il ritmo di declino si è nettamente ridotto. Nell’ultimo decennio le perdite maggiori si sono concentrate in Africa e Sud America. L’Europa ha invece registrato un aumento delle foreste a rigenerazione naturale, segno di una dinamica di espansione o recupero in molte aree temperate.

E proprio per la deforestazione della quale è stata oggetto l’area amazzonica negli ultimi decenni, emerge un dato rilevante: oggi il Sud America non è più il continente con la maggiore copertura forestale, che si attesta attualmente a 848 milioni di ettari, a fronte del miliardo fatto registrare nel 1990. Il primato passa all’Europa, con i suoi 1,04 miliardi di ettari.

Variazione della copertura forestale nelle diverse aree regionali e continenti. FONTE: Global Forest Resources Assessment 2025.

Variazione della copertura forestale nelle diverse aree regionali e continenti. FONTE: Global Forest Resources Assessment 2025.

Le foreste primarie continuano a diminuire ma più lentamente

Un altro indicatore cruciale riguarda le foreste primarie, gli ecosistemi meno alterati dall’uomo. Coprono almeno 1,18 miliardi di ettari, circa un terzo delle foreste censite. Continuano a diminuire, ma la velocità di perdita si è dimezzata rispetto ai primi anni Duemila. Parallelamente crescono le foreste piantate, oggi circa l’8% del totale mondiale (312 milioni di ettari): aumentano in tutte le regioni, anche se a un ritmo più lento nell’ultimo decennio.

Dal punto di vista climatico, i dati sono significativi. Le foreste del mondo contengono uno stock legnoso stimato in 630 miliardi di metri cubi e immagazzinano circa 714 gigatonnellate di carbonio (di questi, il 46% è sequestrato nel suolo delle aree forestali). La protezione e la gestione sostenibile di questi serbatoi naturali è essenziale per contenere il riscaldamento globale.

Come è distribuito il carbonio immagazzinato nella foreste mondiali. FONTE: Global Forest Resources Assessment 2025.

Come è distribuito il carbonio immagazzinato nella foreste mondiali. FONTE: Global Forest Resources Assessment 2025.

Aumentano i piani di gestione

Proprio sulla gestione emergono segnali incoraggianti: il 55% delle foreste mondiali, pari a 2,13 miliardi di ettari, è oggi coperto da piani di gestione a lungo termine, con un aumento di 365 milioni di ettari rispetto al 1990. Anche le aree protette sono cresciute: circa un quinto delle foreste globali (813 milioni di ettari) rientra ora in perimetri di tutela legale. Tuttavia, disturbi come incendi, parassiti ed eventi climatici estremi continuano a pesare: il fuoco colpisce in media 261 milioni di ettari l’anno, quasi metà dei quali forestali.

Il quadro che emerge dal FRA 2025 è quindi complesso. Le promesse di 91 Paesi di restaurare fino a 190 milioni di ettari di foreste degradate nei prossimi decenni vanno nella giusta direzione. Ma il messaggio finale è chiaro: il rallentamento della deforestazione è un passo avanti, non un traguardo. La vera sfida è trasformare questi segnali di speranza in una tendenza strutturale e duratura, capace di garantire alle foreste – e alle società che da esse dipendono – un futuro sostenibile.