17 Settembre 2025

Più verde, meno umido: uno studio cinese svela il paradosso del suolo globale

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La ricerca: in quarant’anni due terzi delle aree vegetate si sono rinverditi ma metà di essi ha anche sperimentato un significativo inaridimento del suolo. Determinante la crescita dell’evapotraspirazione

di Matteo Cavallito

Nel corso degli ultimi quattro decenni, dicono le stime, la copertura vegetale del suolo del Pianeta si è espansa notevolmente grazie, in particolare, agli sforzi condotti da Cina e India. Tale fenomeno, tuttavia, avrebbe però avuto un effetto paradossale contribuendo, infatti, a un calo generale dell’umidità del terreno stesso, soprattutto nelle regioni che fanno i conti da sempre con la scarsità d’acqua. A sostenerlo uno studio pubblicato su Communications Earth & Environment.

Lo studio

“Le dinamiche della vegetazione, in quanto componenti fondamentali dell’ecosistema terrestre, regolano le precipitazioni e l’evapotraspirazione, influenzando direttamente l’umidità del suolo”, si legge nella ricerca condotta da un gruppo di studiosi guidati dal professor Chen Yaning dell’Istituto di Ecologia e Geografia dello Xinjiang dell’Accademia Cinese delle Scienze.

“Tuttavia, l’impatto del rinverdimento globale sull’umidità del suolo – nel produrre essiccazione o inumidimento – è tuttora incerto”. Per comprenderne le dinamiche gli autori hanno integrato alcune osservazioni satellitari con altri set di dati costruiti a partire da 12 diversi modelli del sistema terrestre. L’indagine ha coperto il periodo 1982-2020 permettendo inoltre di elaborare stime future fino all’anno 2100.

Metà delle aree è diventata più arida

I risultati dello studio rivelano come l’inverdimento del suolo abbia interessato il 65,82% delle aree vegetate globali. Metà di queste ultime, tuttavia, ha sperimentato al tempo stesso un significativo inaridimento del terreno. Questa tendenza dannosa è più pronunciata in Africa e Asia centrale, Australia orientale e in Europa alle latitudini medio-alte. Per contro, un aumento dell’umidità del suolo è stata invece osservato in alcune zone del Nord America, della penisola indiana e del Sahel meridionale.

I risultati evidenziano come, a seconda dei diversi modelli di indagine utilizzati, fino al 49,96% delle zone coperte da vegetazione a livello mondiale “presenta modelli di inverdimento-essiccazione, determinati principalmente dalla traspirazione della vegetazione, specialmente nelle praterie e nei terreni coltivati”, spiega la ricerca.

E ancora: “La siccità del suolo è aggravata dall’inverdimento della vegetazione e si prevede che questo fenomeno continuerà anche in futuro“. Infatti, “nonostante le incertezze derivanti dalle discrepanze nella parametrizzazione dei modelli del sistema terrestre e dalla rappresentazione limitata del feedback su scala regionale nei dati relativi all’umidità del suolo, il nostro studio fornisce una valutazione solida e completa degli impatti diffusi del fenomeno”.

L’evapotraspirazione è la chiave del paradosso

Dietro a questo aspetto paradossale si colloca una dinamica ampiamente nota: l’evapotraspirazione, ovvero il processo attraverso il quale l’acqua si sposta dal suolo all’atmosfera. La diffusione della vegetazione, infatti, fa crescere significativamente questa attività sottraendo acqua al terreno e causando, di conseguenza, un calo dell’umidità in molte regioni.

A differenze delle aree umide, dove la crescita della vegetazione “migliora il ciclo idrologico regionale, con un aumento delle precipitazioni capace di reintegrare efficacemente l’umidità del suolo”, ricordano i ricercatori, le zone già di per sé più aride sperimentano gli effetti negativi delle azioni umane.

“A causa dei cambiamenti climatici e degli interventi antropici”, prosegue infatti lo studio, “l’attività vegetativa continua ad aumentare, mentre l’irrigazione e l’acclimatazione fisiologica determinano un significativo aumento dell’evapotraspirazione, poiché la vegetazione riceve più acqua dalla zona radicale, con conseguente significativa diminuzione dell’umidità del suolo”.

Mai dimenticare i limiti idrici del suolo

Secondo gli autori il fenomeno è destinato a persistere, soprattutto se non si considerano attentamente i limiti idrici del suolo nelle strategie di ripristino. “Il rinverdimento non è sempre vantaggioso per le risorse idriche”, ha affermato Liu Yongchang, principale autore dello studio. “Nelle regioni che ne hanno poche, una maggiore crescita della vegetazione può intensificare la traspirazione ed esacerbare l’essiccamento del suolo”.

La ricerca, insomma, evidenzia la necessità di bilanciare il ripristino ecologico con la disponibilità di acqua. Fornendo quindi informazioni per la gestione del territorio e la pianificazione della sicurezza idrica.

I risultati, concludono i ricercatori, “evidenziano che la capacità di ritenzione idrica del suolo deve essere considerata prioritaria nelle strategie di ripristino ecologico, in particolare nelle regioni semi-aride vulnerabili dove l’inverdimento intensifica l’essiccamento del terreno come, ad esempio, Asia e Africa centrale e Australia meridionale”.