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Pier Paolo Roggero

Pier Paolo Roggero è professore ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee dal 2000, presso l’Università Politecnica delle Marche (2000-2006) e l’Università degli Studi di Sassari (dal 2006 in poi). Ha maturato un’esperienza di ricerca pluridecennale in gestione sostenibile del suolo e delle acque, sistemi agro-silvopastorali mediterranei, adattamento dei sistemi agricoli al cambiamento climatico, gestione delle risorse idriche, modellistica colturale e approccio sistemico. È direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università degli Studi di Sassari (80 docenti, >1000 studenti) ed è stato per 10 anni direttore del Nucleo di Ricerca sulla Desertificazione (NRD), Centro interdipartimentale della stessa Università.
È stato Presidente della Società Italiana di Agronomia per due mandati e Segretario Generale di Desertnet-international per tre mandati. È Editor in Chief dell’Italian Journal of Agronomy (IF2020=2.3).
Ha partecipato come coordinatore o partner a diversi progetti internazionali di ricerca e cooperazione nell’ambito di un’ampia gamma di programmi di ricerca (FP5, FP7, H2020, PRIMA, JPI-FACCE, EU-AID, Interreg-Med, SWIM, ACP, Life, Fondazioni internazionali ecc. .). Ha contribuito come autore principale alla prima valutazione MedECC sui cambiamenti climatici nell’area del Mediterraneo ed è coautore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche, di cui 90 su riviste peer-reviewed ISI/Scopus.

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Massimo Fagnano

Massimo Fagnano è Professore di Agronomia e Agroecologia presso il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Napoli Federico II. Le sue attività scientifiche comprendono la gestione
della fertilità dei suoli, le colture non food, le relazioni tra inquinamento ambientale e agricoltura con riferimento alla phytoremediation per mettere in sicurezza (ex.: phytostabilization,
phytocapping) o recuperare (phytoextraction, rizodegradation) suoli contaminati da minerali o inquinanti organici. Ha lavorato e lavora come PI in numerosi progetti e laboratori (pots), progetti
pilota (mesocosms) e progetti in campo, come LIFE11 ENV/IT 265 ECOREMED (Implementazione di protocolli ecocompatibili per il recupero di suoli agricoli sul Litorale Domizio-Agro Aversano NIPS);
MIUR-PRIN17 BHH84R RIZBIOREM (Ruolo delle interazioni suolo-pianta-microbi a livello della rizosfera nel ciclo biogeochimico e fine dei contaminanti nei suoli agricoli sotto phytoremediation
delle biomasse).
Al momento sta lavorando a progetti di ricerca sulla phytoremediation di suoli contaminati. Con l’obiettivo di conservare e migliorare i servizi ecosistemici del suolo, tecniche ambientalmente
sostenibili, come bio e phytoremediation, si sono rivelate efficaci per la caratterizzazione, la valutazione dei rischi e il recupero di siti agricoli contaminati. Le vegetazioni pluriennali (prati,
pioppi e canneti) hanno dimostrato di essere gli strumenti più efficienti per il recupero (estrazione di frazioni di contaminanti), per intraprendere misure di sicurezza (ridurre la mobilità dei
contaminanti verso altri comparti ambientali), e per ripristinare i servizi ecosistemici di siti agricoli contaminati (produzione delle biomasse, protezione delle falde acquifere, C storage,
miglioramento della qualità dei paesaggi e servizi culturali ed educativi). Risultati recenti hanno dimostrato che gli approcci agronomici possono essere utilizzati in vari step dell’intero processo di
recupero: (i) detailed environmental characterization; (ii) phytoremediation for reducing risks for the environment and human health; (iii) agronomic management for improving efficiency of
phytoremediation; and (iv) biomass recycling in the win-win perspective of the circular economy.
Le pubblicazioni più recenti sono riportate in un numero speciale di Agronomy, di cui M.Fagnano e N.Fiorentino sono editor (https://www.mdpi.com/journal/agronomy/special_issues/Remediation_Soil).